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Colleferro, Ex Ipia e centro anziani tra abbandono e recupero

Trasferimenti di scuole, progetti mai partiti, gestioni fallimentari: sono tanti i motivi che hanno portato all’abbandono del patrimonio pubblico di Colleferro. In alcuni casi parliamo di edifici storici, in altri di strutture recenti, ma il finale è praticamente lo stesso. Lucchetti chiusi per strutture in decadenza che finiscono per essere dimenticate dalla città e inaccessibili ai suoi abitanti.

La storia

È il caso dell’Istituto professionale, conosciuto come Ex Ipia, all’entrata di Piazza Italia. La costruzione dell’istituto professionale risale al 1939 e rientra nel primo nucleo urbano della Città di Colleferro. Parliamo dunque di una struttura pensata e disegnata da Riccardo Morandi, l’ingegnere chiamato da Leopoldo Parodi Delfino per ideare l’espansione urbana della giovane Colleferro operaia. La facciata dell’edificio conserva ancora la scritta “Istituto Professionale Industriale Parodi Delfino”. Questo edificio, grande circa 3100 metri quadrati, è stato il riferimento per l’industria di Colleferro; luogo di formazione cittadina dove far crescere i futuri operai e le nuove maestranze per la Snia-BPD e per il cementificio.

“La scuola tirata su in gran carriera”: da Piazza Italia alla provinciale vicino la discarica di Colle Fagiolara.

Oggi la struttura ospita la scuola media Giuseppe Mazzini, una palestra e gli uffici comunali. E l’istituto professionale? Per rispondere a questa domanda bisogna tornare al 2004 e aprire un giornale locale, in questo caso basta una pagina de La Provincia: “Da giorni gli studenti dell’Ipsia sono in sciopero. Già alla fine dello scorso anno il dirigente aveva mostrato tutte le perplessità riguardo la nuova struttura. La scuola tirata su in gran carriera e inaugurata in pompa magna era stata fortemente contrassegnata da dure polemiche di carattere politico e amministrativo”.

L’inizio di questo breve articolo del 15 gennaio 2004 dal titolo Studenti in sciopero per il trasferimento della scuola sulla Palianese ci allontana dal centro della città per arrivare in una nuova struttura su una strada provinciale: 1500 metri quadrati di edificio pubblico sono stati abbandonati in favore di uno stabile costruito e proposto da un privato, senza tenere conto dell’assenza dei collegamenti con il centro abitato. Diciamo che all’epoca, con questo trasferimento, nessun tipo di distanza era stata presa in considerazione. Basti pensare che l’Ipia sulla Palianese dista da Piazza Italia 5,7 kilometri  mentre 60 metri lo separano dalla discarica di Colle Fagiolara, un sito di smaltimento che era operativo da molto tempo prima del trasferimento della scuola.

“Realizzata la scuola – continua l’articolo del 2004 – bisognava riempirla, arredarla, secondo le esigenze dell’istituto e di fatti nello scorso autunno erano stati trasportati banchi e sedie, ma non venivano ancora allestiti i laboratori. Nel frattempo, però il dirigente scolastico verificava il calo vertiginoso delle iscrizioni”. Negli anni successivi i laboratori sono stati allestiti ma quella distanza ravvicinata con la discarica – e quella lontananza con il resto della città – hanno determinato l’isolamento di una comunità scolastica e una lotta contro i miasmi dei rifiuti urbani.

Gli spazi interni dell’Ex Ipia: sedici anni di abbandono

Qualche armadietto, sedie, faldoni degli anni ’80 del Comune di Colleferro e cataste di rifiuti elettronici. C’è rimasto ben poco dentro l’ala abbandonata dell’istituto professionale. I suoi due piani portano i segni dei sedici anni di chiusura.

L’Ex IPIA diventerà la sede della nuova biblioteca comunale e del museo dello spazio

Dopo sedici anni questa area dell’edificio progettato da Morandi tornerà a essere vissuta da studenti e studentesse perché diventerà la nuova biblioteca comunale. A spiegarlo è stato Umberto Zeppa, assessore all’urbanistica del Comune di Colleferro.  “È stata già perfezionata la gara per l’appalto dei lavori per la nuova sede della biblioteca comunale – precisa Zeppa – per un importo di 500mila euro e a giorni è previsto la cantierizzazione di questi lavori. Un altro progetto, che ha partecipato a un bando regionale prevede il rifacimento del piazzale esterno, dove è attualmente collocata la palestra della scuola media Mazzini, e il rifacimento delle facciate. In più c’è in corso una progettazione per l’allestimento del museo dello spazio, che sarà ubicato al primo piano dello stabile”.

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Costruito tre volte e mai utilizzato: quel che resta del centro anziani a Colle dell’elefante

Proseguire con le tappe che hanno determinato l’abbandono degli spazi pubblici di Colleferro comporta un salto indietro di 10 anni e una passeggiata a Colle dell’Elefante (la collina del Pantanaccio) dove difficilmente lo sguardo eviterà un edificio dalla facciata rossiccia: è il centro anziani, o quel che resta. Oltre ai numeri di tutti i giornali della zona, nel centro documentazione di Colleferro – realtà associativa impegnata nella divulgazione della storia locale – si possono trovare una serie di foto che riguardano la costruzione di quello stabile. È il 14 giugno del 1994 e l’allora Sindaco Moffa posa la prima pietra di quella che avrebbe dovuto essere una struttura dedicata agli anziani. 800 metri quadrati di edificio mai utilizzati, che in questi ventisei anni hanno visto alternarsi tre interventi di ristrutturazione a innumerevoli episodi di furto. Un altro pezzo di patrimonio pubblico trasformato in deserto.

@Centro di documentazione Colleferro -La posa della prima pietra@Centro di documentazione Colleferro14.06.1994 Silvano Moffa -posa prima pietra centro anziani in via del Pantanaccio. Costruita nel 1994, questa struttura non è mai stata utilizzata come centro anzianiInterno della strutturaInterno del primo pianoInterno del primo piano

Vedi il reportage nell’ex Ipia e nel centro anziani di Colleferro

L’edificio diventerà la nuova sede dell’IPIA

Ora, tornando ad anni più recenti, arriviamo al 14 giugno del 2018, data in cui Città metropolitana di Roma invia una lettera al Comune di Colleferro in cui richiede “la disponibilità di un immobile da attribuire in uso gratuito” per realizzare la nuova sede dell’Ipia. Una richiesta, quella di Città metropolitana che punta a terminare l’esperienza dell’istituto in via Palianese perché considerata una località inadeguata e anche per un fattore economico: ogni anno Città Metropolitana spende 986 mila euro per l’affitto di una scuola costruita sulle proprietà di un imprenditore colleferrino.

 

Quasi un milione di euro all’anno di locazione passiva per una scuola pubblica costruita di fronte una discarica (e ora vicino a un polo logistico di Amazon). La risposta del Comune di Colleferro è stata quella di proporre la struttura in Via del Pantanaccio. Un’operazione di recupero, approvata lo scorso anno, che vedrà da parte di Città metropolitana un investimento di 3 milioni di euro, necessari a progettare e ricostruire l’intero edificio.

La comunità scolastica dell’Ipia è quindi in attesa di congedarsi definitivamente da via Palianese per attraversare e vivere quel patrimonio pubblico.

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