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“Papà come hai fatto a fotografare un Angelo?”

La foto che vi proponiamo oggi è stata scattata da Alessio Riolino, residente a San Cesareo, appassionato e artista di presepi che ha partecipato, tra gli altri, a vari concorsi come i “100 presepi di Roma”. Gli abbiamo chiesto qualcosa in più su questo scatto che ha girato stamane alla nostra Redazione.

Buongiorno Alessio, quando hai realizzato questa foto? In quale circostanza?
“Questa foto è stata scattata pochi giorni fa, precisamente il 3 aprile scorso, alle ore 11:35. Mi trovavo nel giardino di casa con le mie figlie Alice e Anastasia”.

La tua intenzione era quella di immortalare il Tricolore, oppure la figura che in esso veniva a prendere forma?
“Stavo fotografando la bandiera tricolore perché volevo utilizzarla come foto del mio profilo Whatsapp. C’era il sole dietro, ma non mi ero accorto della figura che stava prendendo forma. Ho scattato nel momento in cui la bandiera oscurava completamente il sole”.

Quando ti sei accorto della misteriosa figura?
“A dire il vero non me ne sono accorto io! Quando si è fatta sera, in compagnia di mia figlia Anastasia (che ha 9 anni), stavo rivedendo le foto scattate in mattinata. Mentre le scorrevo in visione, di fronte a questa, Anastasia, stupìta, mi fa: “Papà, come hai fatto a fotografare un angelo?”. Io sono rimasto di sasso, perché non capivo a cosa lei facesse riferimento. A quel punto è intervenuta mia moglie Francesca che, nel vedere l’immagine, non ha avuto dubbi in merito, mostrandomi la sagoma dell’angelo”.

Che impressioni hai avuto? Come interpreti questa figura?
“Come mi è stata fatta notare la figura dell’angelo, ho provato una grande emozione perché a darle vita è stato il gioco tra il raggio di sole e il movimento della bandiera agitata dal vento. Il pensiero è subito volato al difficilissimo momento che l’interno Paese sta vivendo, e anche alla concomitanza della ricorrenza pasquale”.

Quindi un messaggio di speranza per il nostro Paese?
“Sicuramente sì. Nel mio profondo mi sento di dedicare questa foto a tutti coloro che ogni giorno lottano per combattere il covid-19. Vorrei anche che Questa foto venisse interpretata come un messaggio di speranza e di resurrezione”.

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Insomma, sebbene il fenomeno possa tranquillamente ricondursi alla pareidolia, è bello immaginarlo come un simbolo.

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