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Colleferro, discarica. Comitato Residenti: “Dopo due anni, siamo ancora in alto mare”

Codici: lo studio sui danni alla salute causati dalle discariche è allarmante
La situazione riguardante la discarica di Colleferro continua a far discutere. Il Comitato Resistenti dice che infatti a distanza di quasi due anni dal blocco dei conferimenti, la situazione sembra essere ancora in alto mare. Proprio oggi c’è stata un’audizione della X Commissione in merito alla situazione dei rifiuti. Leggiamo insieme come è andata dalle parole di Ina Camilli, rappresentante del CRC:
AUDIZIONE CONGIUNTA
Si svolge oggi 26 novembre 2021 una importante audizione congiunta della X Commissione regionale Rifiuti, presieduta da Marco Cacciatore, con la VII Commissione Sanità, in modalità telematica, per discutere di “Morbilità e mortalità delle persone che vivono vicino alle discariche di rifiuti urbani: uno studio di gruppo su multisito”.
Il metodo partecipativo adottato per l’audizione conoscitiva è quasi sconosciuto in altri consessi politico-istituzionali, che applicano con rigore il criterio della selettività nella scelta discrezionale dei soggetti portatori di interessi territoriali diffusi.
La partecipazione di questo Comitato è dovuta sia al fatto che la discarica di Colleferro è stata ricompresa nel programma e nello studio residenziale Eras (2016, Dipartimento epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio), sia alle continue denunce per gli impatti sulla salute umana e sull’ecosistema dovuti alla esposizione dei residenti in aree inquinate.
DISCARICA DI COLLE FAGIOLARA
Sulla discarica di Colleferro la trasparenza istituzionale e l’informazione pubblica è prossima allo zero.
Il 15 gennaio 2020 siamo stati tutti favorevoli alla “sospensione dei conferimenti”, tuttavia riteniamo che la presunta “chiusura definitiva”, che non è mai stata approvata dalla Regione Lazio, sia stata conseguente all’evitabile spostamento dei tralicci con l’abbancamento di ulteriori centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti ed alla scadenza del contratto tra il gestore, Lazio Ambiente spa, e il Comune di Colleferro.
A quasi 2 anni di distanza persiste un livello altissimo di pericolosità da inquinamento ambientale dovuto alla mancata attuazione del piano di gestione post-operativa (e il piano di monitoraggio e controllo?), obbligatorio per legge e che, seppur non pronto immediatamente, come sarebbe stato auspicabile, doveva essere avviato al massimo entro 6 mesi dal blocco dei conferimenti (giugno 2020).
Contestualmente alla sospensione, la Regione Lazio aveva ipotizzato una soluzione diversa dalla gestione post-operativa, che non portava alla chiusura definitiva della discarica, bensì al suo riempimento con la FOS (frazione organica stabilizzata, ossia “rifiuto speciale” proveniente dalla lavorazione di altro rifiuto).
La legge dichiara definitivamente chiusa una discarica solo dopo una specifica procedura amministrativa che abbia accertato: l’esaurimento delle volumetrie con atto regionale; l’esistenza di problematiche sanitarie e di sicurezza con provvedimento del Sindaco; la conformità della morfologia della discarica e, in particolare, la capacità di allontanamento delle acque meteoriche; l’ispezione finale del sito da parte della Regione e la valutazione di tutte le relazioni presentate dal gestore, al quale viene comunicata l’approvazione della chiusura.
Chiarito quindi che siamo ben lontani dalla chiusura definitiva, vediamo cosa è accaduto dalla fine dei conferimenti ad oggi (gennaio 2020-novembre 2021).
COMPOUND INDUSTRIALE
La Regione Lazio ha iscritto nel nuovo Piano rifiuti la realizzazione a Colleferro di “un innovativo compound industriale, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato” (250.000 ton/anno).
Della progettazione è stata incaricata proprio Lazio Ambiente spa, anche se, ad oggi, ancora nulla è dato sapere su questo miracoloso simil TMD di ultima generazione, in particolare sulla sua ubicazione, aspetto su cui il Sindaco Sanna ha contributo notevolmente a far salire la tensione.

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Può dirsi verosimile l’ipotesi che, da un punto di vista tecnico, debba nascere nei pressi della discarica, necessitando di un impianto di servizio dove smaltire quel dichiarato “solo” 10% di indifferenziato che l’impiantistica moderna produrrebbe dalla lavorazione di tali rifiuti. La normativa consentirebbe di continuare ad abbancare questo scarto in discarica, poiché con l’apporto del “solo” 10% l’impianto non viene qualificato come “attivo”.
Ma non finisce qui: il famigerato compound industriale, oltre alla discarica di servizio, necessita di un mega-impianto a biogas (frazione liquida/umida).
Se l’obiettivo fosse questo, troverebbe giustificazione l’assenza e il ritardo di un vero e proprio piano di gestione post-operativa, che porterebbe alla definitiva chiusura della discarica.
PIANO POST OPERATIVO
La Regione Lazio, oltre al compound, ha reso noto che avrebbe elaborato il piano di gestione post-operativa della discarica insieme all’Università La Sapienza di Roma per la realizzazione di un progetto che prevede, in via sperimentale, l’utilizzo di terreno vegetale e FOS per la messa in sicurezza geotecnica dell’area della discarica per colmare gli spazi vuoti (disponibilità ancora presente in discarica) e per il capping.
Sono preventivati rilevanti introiti economici per Lazio Ambiente spa ed anche per il Comune di Colleferro.
Il piano non è partito e la società regionale ha addossato al Covid il ritardo ed il mancato, milionario, introito in bilancio.
Nel frattempo è stato “concesso” a Vailog per Amazon e Leroy Merlin, a poche decine di metri dalla discarica, di sbancare un’intera collina (terreno che, se avessero voluto, avrebbero potuto utilizzare per chiudere colle Fagiolara) e di effettuare perforazioni/pali e plinti di fondazione in un’area sottoposta a controlli e a tutela delle falde, soggette ad un potenziale peggioramento del livello di inquinamento.
Ad agosto di quest’anno, il collegato alla legge di stabilità approvato dal Consiglio regionale del Lazio ha concesso un contributo di € 2.000.000,00 (questa volta a favore del Comune di Colleferro, mentre nel 2018 la stessa somma era stata stanziata a beneficio di Lazio Ambiente spa, poi liquidata nel 2019 per il minore importo di circa 1.600.000,00). Stanziamenti eseguiti a quale titolo non è dato sapere.
LAZIO AMBIENTE SPA
Sempre nel collegato alla legge di stabilità, la Regione Lazio ha stabilito che la società deve concludere la sua dismissione entro il 31.12.2022.
La vita della società continua e Lazio Ambiente spa, nel suo sito, ha pubblicato un atto (Dispositivo Presidente C.d.A. n. 4 del 5/2/2021), da cui sembrerebbe che il piano di gestione non sia più idoneo e, di conseguenza, la dirigenza ha richiesto uno “studio di fattibilità tecnico ed economico e per la progettazione definitiva, per parte geotecnica, dell’adeguamento morfologico della discarica”, quantificato in 39.500,00 € (importo sottosoglia con affidamento esterno). Siamo punto a capo: si riparte da zero.
Così come non sappiamo (forse solo noi) se lo stanziamento pluriennale di 24 milioni di € che la Regione Lazio ha impegnato nel 2020 a favore di Lazio Ambiente spa per la gestione post-operativa della discarica sia solo sulla carta o se sarà effettivamente erogato. La prima trance non ci risulta sia stata liquidata.
Inoltre il collegato alla legge di stabilità, oltre alla messa in liquidazione della società in forte perdita, ha stabilito la cessione del ramo di azienda relativo alla discarica di Colle Fagiolara ad un nuovo gestore, individuato dal Comune di Colleferro. E’ una disposizione legittima? Il Comune indirà un bando di gara?
Il gestore della discarica è responsabile della gestione post-operativa per 30 anni e comunque almeno fino all’avvenuta “autorizzazione di chiusura”, successiva agli adempimenti del piano post-gestione.
L’attuale gestore, in passivo e in dismissione, ma pur sempre garantito per responsabilità dalla proprietà regionale, può passare il testimone al Comune di Colleferro? In virtù di quali competenze e fondi disponibili, può subentrare nella ricerca di un nuovo gestore per l’attuazione del piano post-operativo della discarica richiesto e validato dalla stessa Lazio Ambiente spa?
CONCLUSIONE
Rileviamo l’assenza di trasparenza nella procedura per l’attuazione del piano di post-gestione o comunque di interventi che scongiurino e limitino al massimo il danno ambientale in atto.
Sono quasi 2 anni che la discarica non riceve conferimenti, ma non ci risulta che le operazioni di capping o quanto meno di allontanamento delle acque meteoriche siano state avviate.
Per la gestione del biogas non abbiamo riscontri sulla ripresa del funzionamento dell’impianto di recupero.
Non c’è traccia di un progetto che assicuri la stabilità dei pendii e delle scarpate per i contenimenti interni. Resta poi da sapere quando e come si pensa di riempire la buca per eliminare la famosa “gobba di cammello” e chiudere l’impianto.
La discarica continua ad essere un rilevante pericolo di contaminazione per tutta l’area e per il fiume Sacco.
Riteniamo che non essendoci un piano di gestione post-operativo completo di monitoraggio ambientale, possiamo solo essere preoccupati dall’inerzia finora dimostrata da coloro che per legge ne hanno la responsabilità, unitamente a chi, istituzionalmente, è preposto alla tutela e salvaguardia dell’ambiente e della salute umana.
Ina Camilli
Rappresentante CRC

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