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Sanità. Presidio alla Regione Lazio e blitz di USB al Forlanini

Sanità. Presidio alla Regione Lazio e blitz di USB al Forlanini

Blitz di USB al Forlanini: per fronteggiare l’emergenza Covid riaprire tutti gli ospedali dismessi

Blitz questa mattina dell’Unione Sindacale di Base all’ospedale Forlanini, occupato simbolicamente per chiedere la riapertura della struttura romana e delle altre dismesse nel Lazio e in tutta Italia a causa dei tagli alla Sanità pubblica.

“Riaprite gli ospedali” è lo striscione fatto scendere sulla facciata della direzione del nosocomio, un ospedale che la giunta Zingaretti vuole mettere in vendita alla modica cifra di 70 milioni.

USB, il Coordinamento cittadino Sanità, Militant e gli studenti hanno dato vita a un’assemblea che andrà avanti per tutta la giornata, coinvolgendo anche i lavoratori degli ospedali circostanti.

Il blitz romano è solo l’ultimo di una serie che USB sta portando avanti in tutta Italia per chiedere che le strutture dismesse tornino a vivere e a operare sul territorio, in modo da fronteggiare l’emergenza pandemia Covid-19.

Vogliamo la riapertura di tutti gli ospedali chiusi, l’assunzione stabile di tutti i lavoratori e lo scorrimento delle graduatorie.

Sanità, il presidio alla Regione Lazio produce risultati: stamane entrate in funzione a Roma 18 unità USCA, impegni anche sul fronte assunzioni

La perseveranza paga. Giovedì 19, durante la manifestazione convocata alla Regione Lazio, una delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del presidente Zingaretti, dal suo vice e dalla segreteria dell’assessore D’Amato.

Rispetto al 30 ottobre siamo riusciti a strappare alcune certezze in più sulle azioni contro l’emergenza Covid e sulle assunzioni.

Sul fronte pandemia già questa mattina sono entrate in servizio 18 unità USCA, che portano a 40 il numero totale, garantendo così un minimo di assistenza domiciliare ai pazienti Covid.

Sulle assunzioni, il piano del 2020 è stato esaurito da tutte le strutture sanitarie e ospedaliere della Regione, così come il 70% per il piano del 2021 Il restante 30% del 2021 verrà esaurito a partire dal 1° gennaio 2021 per poi partire con il 2022.

Intanto ieri il Consiglio regionale ha approvato il piano e le linee guida per istituire l’infermiere di comunità, le cui assunzioni partiranno dal 1° gennaio 2021.

Nei prossimi giorni saranno chiamati 80 infermieri dalla graduatoria del Sant’Andrea per la ASL RM5, 18 per l’ARES 118 che sta concludendo le procedure concorsuali degli autisti soccorritori e a breve effettuerà le ulteriori chiamate di infermieri per completare il 70% del piano assunzionale del 2021.

Abbiamo contestato le manifestazioni d’interesse emergenza Covid per Operatori Socio Sanitari uscite in queste settimane. Non permettono infatti il rinnovo scaduti i 12 mesi di contratto, indicazione espressa nel DL Cura Italia, e in proposito abbiamo sottolineato che nella Regione Lazio questi OSS sono quasi del tutto esternalizzati, pretendendo che vengano banditi i concorsi necessari entro il 31 dicembre.

La controparte ha confermato che verranno sollecitate le aziende ammettendo che, come ne caso del Policlinico Tor Vergata, le autorizzazioni della Regione ci sono già da due anni.

È stata confermata per venerdì 21 la riapertura del consultorio di Via Spencer, chiuso da due anni, e

l’accelerazione del protocollo sanitario per l’erogazione della RU 486 nei consultori.

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Abbiamo ottenuto una seconda convocazione per iniziare una discussione sui temi riportati nella nostra piattaforma, riconoscendo la distruzione della Sanità Regionale avvenuta negli ultimi 20 anni.

Il confronto è importante ma non abbasseremo la guardia e non cederemo di un millimetro per ottenere una Sanità pubblica e accessibile a tutti.

Basta precariato, basta appalti e basta finanziamenti fiume ai privati.

USB Federazione di Roma