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Colleferro, alberi tranciati al Parco del Castello. Moffa: “Le mie critiche sui fuscelli sono state strumentalizzate, è istigazione all’odio politico”

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Colleferro (RM) Le dichiarazioni di Silvano Moffa sullo scempio del Castello.

Le parole di Silvano Moffa

La nota di Silvano Moffa riguardo il commento del Sindaco Sanna arrivato a seguito dell’episodio degli alberi tranciati al Parco del Castello:

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““I fuscelli come qualcuno li aveva definiti sarcasticamente ieri, non esistono più“.

Così il sindaco Sanna ha comunicato alla città la devastazione degli alberi piantati dal Comune nel parco del Castello e rasi al suolo da un trattore.

Gesto inaccettabile e da condannare senza riserve, evidentemente.

Si da’ il caso, però, che la definizione di “fuscelli” per indicare alberi leggeri, di basso fusto e una piantumazione che poteva essere fatta con alberi più consistenti già in parte cresciuti (opinione più che legittima), l’abbia fatta il sottoscritto nel corso di un incontro pubblico nella serata di ieri a Colleferro.

Ora che il sindaco, subdolamente, lasci intendere una sorta di collegamento tra le critiche legittime del sottoscritto e l’atto vandalico, la cui responsabilità sembrerebbe sia sta già accertata dalle autorità di polizia, e le cui motivazioni sarebbero, stando ad alcune notizie di stampa, collegate ad un contenzioso in atto tra il Comune e chi usava quel terreno per il pascolo, è una squallida operazione di sciacallaggio politico.

Una dichiarazione che dà la misura del tenore morale del primo cittadino e configura gli estremi di una deliberata istigazione all’odio politico.

Sappia il sindaco che la Destra che ho sempre rappresentato ha una cultura lontana anni luce da ogni forma delinquenziale e di mancato rispetto del bene pubblico.

Ed è una Destra che non si lascia certamente intimidire dagli squallidi tentativi denigratori di chi cerca di costruire consenso fomentando odio e divisione.

Fermo restando che mi riservo di procedere ai termini di legge nei confronti di chi infanga la reputazione del sottoscritto.”

Queste le parole di Silvano Moffa.

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