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Italia, Fase 2 del controllo: nasce la figura del Sindaco “Poliziotto”. Propaganda o insicurezza nelle Forze dell’Ordine?

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Da quando è partita la “caccia agli assembramenti”, si sta sempre più diffondendo, in territorio italiano, la figura del Sindaco “poliziotto”.

L’Italia del controllo ai tempi del Covid-19

Li abbiamo visti all’opera già dal quel tristemente noto 9 marzo 2020, data di inizio della Fase 1. Li vedevamo e li vediamo ancora spesso in giro, grazie a video o foto autoprodotti o di altri cittadini inorgogliti, affiancare gli uomini delle Forze dell’Ordine intenti in azioni di controllo del territorio in merito alle misure di restrizioni del Covid-19.

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Molti cittadini hanno fatto un plauso a questi amministratori, che si sono immolati in questa opera di bene in prima persona, scavalcando la consueta intermediazione delle forze addette al controllo. Siamo proprio convinti che sostituirsi, anche se in parte, agli agenti addetti al controllo del territorio, sia cosa buona e giusta?

Questo mi porta a fare alcune considerazioni di merito.

Innanzitutto, questo potrebbe voler dire che i cittadini, forse, ripongono poca fiducia nelle Forze dell’Ordine, così come gli stessi amministratori che, di conseguenza, si sentono in dovere di affiancarle per dimostrare quell’autorità che presumibilmente manca agli agenti, mettendo però in mostra tutta la debolezza che perpetra nell’ambiente delle Forze dell’Ordine.

In secondo luogo, questa debolezza potrebbe essere scaturita dalla mancanza di personale addetto (di cui se ne discute da anni e motivo per cui la Protezione Civile lancerà a breve un bando per reclutare 60mila volontari che i comuni italiani potranno utilizzare per far rispettare le norme sul distanziamento sociale), motivo per cui il sindaco di turno si può permettere, per via del suo ruolo, di sfruttare la sua autorità per girare il paese a fare le cosiddette “ronde” e scovare gli assembramenti assieme agli agenti addetti, intimorendo, con la sua presenza, le persone per strada che non rispettano le regole.

Quindi c’è da chiedersi, perché questi agenti non agiscono da soli, in autonomia, semplicemente dando atto a quelli che sono gli ordini da eseguire? Sono in sottonumero? Non riescono a gestire la situazione nella pratica e/o a livello psicologico?

Eppure vengono pagati. Così come viene pagato il Sindaco. Ed ognuno viene pagato per il ruolo che gli compete e per cui è stato disposto. Se esistono delle suddivisioni nei ruoli e negli incarichi, un motivo esiste. Immaginiamo se il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, facesse un viaggio, a spese dello Stato, in tutta Italia, con lo scopo di sgridare ed ammonire, assieme alle Forze dell’Ordine, le persone che creano degli assembramenti. Forse qualcuno penserebbe, giustamente, che se avesse voluto fare questo, avrebbe potuto presentarsi al concorso nazionale della Polizia di Stato, invece che accettare l’incarico di Presidente del Consiglio italiano.

Ma, per fortuna, il Presidente del Consiglio ha un bel po’ da fare in quel di Palazzo Chigi: rilanciare il Paese, ad esempio, in tutte le sue sfaccettature. Lecito è porsi il dubbio se tra tutti questi sindaci-poliziotto (non mi riferisco ovviamente a tutti i sindaci d’Italia) vi sia qualcuno che stia facendo la sua parte in questo rilancio, stando al fianco di cittadini, famiglie, lavoratori, imprenditori, disoccupati, senzatetto, disabili, anziani e di tutte le varie altre figure che necessiterebbero con urgenza di aiuti, sia per l’oggi che per il domani (perché il mondo non è finito e fortunatamente c’è un futuro davanti a noi). Senza contare tutte le necessità ed i bisogni perpetui che un territorio chiede costantemente di soddisfare. Oltre a “le cose che non vanno” da anni, se non decenni, nei vari territori d’Italia e per cui scoppiavano lamentele e polemiche quotidiane, finché il Covid-19 non si è letteralmente preso la scena. Tutte queste politiche vengono dibattute, vengono attuate? Perché non se ne sente più parlare? Forse non ce ne si sta occupando? O forse, evidentemente, parlarne oggi porta meno consensi?

È forse questa una scusa per restare politicamente “immobili” e dare la colpa al Covid-19? Potendo poi dire, magari, di non avere alcuna colpa. O, forse, sono le imminenti elezioni amministrative del 2020, che vedono coinvolti 1.149 comuni d’Italia, a far preferire ai sindaci questi metodi poco convenzionali, ma molto funzionali a livello propagandistico nella moderna società dell’immagine e di tutto ciò che ne consegue? Avremo presto delle risposte. E chi saprà leggere tra le righe di quel che politicamente si vivrà, saprà far chiarezza dentro sé.

Intanto, il Governo e l’ANCI avevano lanciato l’idea del bando per l’impiego di 60.000 volontari per presidiare i territori e far rispettare i divieti sugli assembramenti, realizzando così anche il sogno di tanti cittadini-poliziotto che non vedevano l’ora di igienizzarsi le mani per poi andarsele a sporcare per strada. Tra l’altro, ogni settimana spunta almeno una notizia su qualche furbetto del Reddito di Cittadinanza, tra cui anche qualche furbetto malavitoso. Sarebbero proprio i riceventi del RdC infatti, a quanto trapela, sulla via preferenziale per questo ingaggio. Ma questo è un altro discorso. Strana coincidenza, però, che questi discorsi siano tutti così ben correlati.

Foto di Elisa Gestri

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