Cronaca

Valmontone. Estorsione, minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale: arrestato un 50enne

Condividi su Facebook Condividi su Whatsapp Condividi su Telegram Condividi su Twitter Condividi su Email Condividi su Linkedin
Valmontone, allacci abusivi alle reti elettriche e idriche: denunciate sei persone

Nell’ambito di un mirato servizio di controllo del territorio, i Carabinieri della Stazione di Valmontone hanno tratto in arresto, nella flagranza del reato, un 50enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, gravemente indiziato dei reati di estorsione, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.

I dettagli

In particolare, l’uomo si era presentato inizialmente presso un’attività commerciale del centro cittadino, pretendendo la restituzione di una somma di denaro precedentemente versata dai propri familiari quale caparra per una pratica di successione ereditaria. Successivamente, aveva contattato telefonicamente la titolare della medesima attività, minacciandola e costringendola a consegnargli la somma di 150 euro.

I militari dell’Arma, allertati e intervenuti tempestivamente, hanno sorpreso l’uomo nel momento della cessione del denaro, preventivamente fotocopiato, procedendo all’arresto. Nella circostanza, il 50enne ha opposto resistenza ai Carabinieri; fortunatamente, nessuna delle persone coinvolte riportava lesioni.

Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Velletri, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria del Tribunale di Velletri.

L’operazione testimonia la costante attenzione dei Carabinieri della Stazione di Valmontone, quotidianamente impegnati al servizio della cittadinanza e pronti a intervenire con efficacia a tutela della sicurezza dei cittadini che si rivolgono al Comando Stazione per rappresentare le proprie istanze.

Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.

Foto di repertorio