Cronaca

Roma, Municipio I. Controlli nelle strutture ricettive: mancato versamento del contributo di soggiorno per oltre 400mila euro

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Controlli capillari nel fine settimana da parte della Polizia Locale di Roma Capitale per verificare il rispetto del codice della strada, con particolare attenzione alle condotte di guida pericolose: 369 i conducenti sorpresi ad una velocità superiore ai limiti consentiti e una decina le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza.

Roma. Sicurezza stradale, malamovida e attività ricettive irregolari nel mirino dei controlli del fine settimana: rilevati più di 350 illeciti per eccesso di velocità. Accertato mancato versamento del contributo di soggiorno per oltre 400mila euro

Gli agenti sono stati impegnati, inoltre, nelle verifiche nelle zone della movida cittadina, tra cui Trastevere, San Lorenzo e Ponte Milvio, in cui sono stati riscontrati 80 illeciti per mancato rispetto delle norme da parte di locali pubblici ed esercizi commerciali, tra cui minimarket.

Tra le principali violazioni accertate, occupazioni di suolo pubblico abusive, musica ad alto volume , disturbo della quiete pubblica, errata trattazione dei rifiuti urbani, vendita e somministrazione di bevande alcoliche oltre l’orario consentito. Due i minimarket trovati aperti dopo le 22.00 e 21 le persone sanzionate per consumo di alcol in strada oltre l’orario consentito.

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Accertamenti mirati hanno riguardato le strutture ricettive, in particolare nel territorio del I Municipio,  con 16 attività trovate non a norma. Tra le irregolarità riscontrate, la mancata comunicazione del contributo di soggiorno, per un totale di 4.800 euro di sanzioni, la violazione delle disposizioni di esposizione dei titoli, per un totale di 2.660 euro e il mancato versamento del contributo di soggiorno per 456.455  euro.

Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.

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