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Gli insetti parassitoidi: le sentinelle della qualità ambientale di Roma. Sapienza prima a fornire dati ecologici sul loro stato di conservazione

La ricerca di un team del Dipartimento Biologia e biotecnologie Charles Darwin della Sapienza, in collaborazione con l’Università di Padova, è la prima a fornire dati ecologici sullo stato di conservazione di questi insetti, fondamentali per il mantenimento di una buona qualità ambientale nelle grandi metropoli. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista PLoS ONE

Gli insetti parassitoidi, le sentinelle della qualità ambientale di Roma

L’impatto delle città sulla biodiversità animale e vegetale è uno dei temi più studiati in ecologia. Il verde urbano è di vitale importanza per la conservazione della fauna selvatica all’interno delle città. In particolare gli insetti, tra gli organismi più adattabili all’urbanizzazione e presenti anche in zone urbane e inquinate, contribuiscono a servizi ecosistemici essenziali, come l’impollinazione e il controllo biologico di altri insetti dannosi.

Il nuovo studio di Daria Corcos e Pierfilippo Cerretti del Dipartimento di Biologia e biotecnologie Charles Darwin, è il primo a fornire dati ecologici quantitativi sullo stato di conservazione di insetti parassitoidi a Roma, la metropoli più verde d’Europa. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista PLoS ONE.

Gli insetti parassitoidi, oggetto di studio della ricerca, sono caratterizzati da uno stadio larvale nel quale si nutrono di altri insetti e da uno adulto nel quale volano e sono spesso attratti dal nettare dei fiori, agendo da impollinatori.

Il lavoro, condotto in 36 aree verdi all’interno del Raccordo anulare, ha evidenziato come queste conservino purtroppo una scarsa diversità di parassitoidi e impollinatori e di come palazzi e strade rappresentino un ostacolo ai loro movimenti.

“Con la crescita demografica – spiega Pierfilippo Cerretti – e il conseguente aumento ed estensione di aree urbanizzate, trovare un modo per mantenere un’alta diversità di insetti che assolvono a importanti servizi ecosistemici rappresenta un tema chiave per il mantenimento di una buona qualità ambientale”.

Il materiale raccolto e analizzato è entrato a far parte delle collezioni entomologiche del Museo di Zoologia della Sapienza, a disposizione della comunità scientifica, ma anche del pubblico.

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