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Cronaca

Maxi operazione antimafia nel Lazio: arrestati 11 affiliati al clan Rinzivillo

Roma, contrabbando di gasolio: 9 arresti e sequestrati 14 automezzi

Maxi operazione antimafia di Guardia di Finanza e Polizia di Stato: in carcere 11 appartenenti al clan mafioso Rinzivillo. Arresti anche in Germania.

Il Blitz delle forze dell’ordine nel Lazio

Dalle prime luci dell’alba è in corso una complessa operazione antimafia in Italia e in
Germania, condotta dalla Polizia di Stato di Caltanissetta e dal Comando Provinciale della
Guardia di Finanza di Roma, coordinata dalle Direzioni Distrettuali Antimafia nissena e
capitolina, nei confronti di 11 appartenenti al clan Rinzivillo per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’odierna attività costituisce l’epilogo di una strutturata indagine, che, alla fine del 2017, aveva
già portato all’arresto di 37 persone e al sequestro preventivo di beni per oltre 18 milioni di
euro.

Le operazioni in Germania

L’operazione dei poliziotti della Squadra Mobile e dei finanzieri del G.I.C.O. è in corso nel
Lazio, in Sicilia, in Campania e in Umbria, nonché a Colonia e Mannheim (Germania), dove,
con la collaborazione della Polizia Criminale e dei Reparti Speciali tedeschi, è in atto la cattura
di 4 affiliati, appartenenti alla “cellula” tedesca, operativa nel Land della Renania
Settentrionale-Vestfalia.

Aggiornamento

Dalle prime luci dell’alba è in corso una complessa operazione antimafia, coordinata dalle
Direzioni Distrettuali Antimafia di Caltanissetta e Roma, nei confronti di Cosa Nostra e,
in particolare, della famiglia mafiosa di Gela, nella sua articolazione territoriale denominata
clan RINZIVILLO. Oltre 100 operatori di polizia, appartenenti al Comando Provinciale della Guardia di
Finanza capitolina e alla Questura nissena, stanno eseguendo, in Italia e in Germania, due
ordinanze di custodia cautelare in carcere riguardanti 11 persone, affiliate o comunque
contigue all’organizzazione criminale.

I destinatari delle misure di custodia cautelare in carcere

– RINZIVILLO Salvatore (classe1960), attualmente in carcere;
– D’AMBRA Giandomenico (classe 1971), attualmente agli arresti domiciliari;
– LAZZARI Marco (classe 1970), attualmente in carcere;
– PETRONE Cristiano (classe 1973), attualmente in carcere;
– MARTORANA Ivano (classe 1981), attualmente in carcere;
– FERRACANE Riccardo (classe 1956);
– CASSARO Giuseppe (classe 1970);
– GUELI Nicola (classe1982);
– GUELI Salvatore (classe 1975);
– SPITERI Gabriele (classe1973), e un ulteriore soggetto del quale sono in corso le ricerche.

I dettagli dell’operazione congiunta di Guardia di Finanza e Polizia di Stato

I predetti – tranne LAZZARI, PETRONE e D’AMBRA – sono indagati, a vario titolo, per aver
fatto parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze
stupefacenti, perpetrati in Germania, a Roma e in Sicilia.

In particolare, gli investigatori hanno ricostruito gli affari illeciti della consorteria criminale,
gestiti mediante una “cellula” operante in territorio tedesco, che il boss Salvatore RINZIVILLO
aveva affidato al suo “luogotenente” Ivano MARTORANA.
Detta articolazione si occupava dell’approvvigionamento della droga, destinata ad essere
smerciata nella Capitale e sulla piazza sicula, ove il sodalizio poteva contare, tra gli altri,
sull’associato FERRACANE nel ruolo di “grossista”.

In tale contesto, sono emersi contatti con soggetti turchi di notevole caratura criminale, nonché
con persone che hanno avuto rapporti con la ‘ndrangheta reggina, tra i quali Antonio
STRANGIO, pregiudicato di San Luca (RC), meglio noto come “TT” o “U MECCANICU”,
all’epoca latitante all’estero e poi catturato, nel dicembre del 2017, nei pressi di Duisburg.

LAZZARI e PETRONE, infedeli appartenenti alle Istituzioni, sono accusati di concorso in fatti
corruttivi, talora aggravati dalla c.d. “agevolazione mafiosa”, per aver messo a disposizione di
RINZIVILLO e MARTORANA, notizie riservate contenute nella banca dati SDI e in alcuni
documenti cartacei, nonché per aver cercato, sempre al fine di favorire l’organizzazione
criminale, di corrompere appartenenti a Forze dell’ordine in servizio presso alcuni aeroporti
italiani, ai quali promettevano utilità in cambio dell’omissione di controlli per facilitare
l’esportazione in Russia di significative somme di denaro, da reinvestire in attività economiche
con il supporto di esponenti apicali di mafie autoctone.

All’avvocato romano D’AMBRA vengono contestati indebiti accertamenti “commissionati” a
PETRONE per acquisire, mediante la predetta banca dati, informazioni di natura riservata sul
conto di numerosi soggetti, del tutto ignari. L’odierna attività costituisce l’epilogo di una strutturata indagine – condotta, in sinergia, dagli specialisti della Squadra Mobile e del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia EconomicoFinanziaria– che, alla fine del 2017, aveva già portato all’arresto di 37 persone e al
sequestro preventivo di beni per oltre 18 milioni di euro.

Le investigazioni avevano consentito di accertare l’operatività del clan, “etero-diretto” dai
reclusi Antonio e Crocifisso RINZIVILLO (entrambi al regime del “carcere duro”), attraverso
il fratello Salvatore – poi finito in manette e tuttora detenuto – il quale, a seguito dell’arresto
dei germani, avvenuto nel 2015, era stato richiamato in Sicilia dalla Capitale al fine di
riorganizzare le illecite attività della famiglia e riaffermarne il predominio sul territorio, coprendo
la vacanza di comando venutasi a creare.

Salvatore, investito del rilevante ruolo di “reggente”, aveva quindi intrapreso rapporti con altri
esponenti mafiosi palermitani, trapanesi e catanesi, mostrando un notevole dinamismo,
potendosi avvalere di un’organizzazione articolata in un’ala criminale, dedita al traffico
internazionale di droga e di armi, alle estorsioni e alle intestazioni fittizie di beni, e in un’ala
imprenditoriale, impegnata soprattutto nel settore edilizio e nel commercio di autoveicoli e di
prodotti ittici.

L’operazione è in corso nel Lazio, in Sicilia, in Campania e in Umbria, nonché a Colonia e a
Mannheim (Germania) dove, in collaborazione con la Polizia Criminale e i Reparti Speciali
tedeschi, attivati dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero
dell’Interno, in sinergia con il II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza,
si sta procedendo alla cattura di quattro affiliati (i citati fratelli GUELI, SPITERI Gabriele e
CASSARO Giuseppe), appartenenti alla “cellula” tedesca, operativa nel Land della Renania
Settentrionale-Vestfalia.

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