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Il Dott. Naccari e le nuove frontiere della medicina rigenerativa

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Prevenzione dei danni alle ossa: il PRP e la rigenerazione dei tessuti

Quando è possibile evitare la chirurgia invasiva e applicare una buona terapia rigenerativa per risanare e rinforzare i tessuti originari, è bene farlo. La prevenzione, ove possibile, è meglio della cura insomma, sostiene il Dott. Carmine Naccari Carlizzi. Vediamo come funziona la rigenerazione dei tessuti più innovativa praticata oggi.

La metodica PRP è un tipo di trattamento che si è iniziato a sviluppare negli States negli anni Settanta per la rigenerazione dei muscoli del cuore, negli anni Ottanta è arrivato in Italia dove ha trovato largo impiego in Odontoiatria e Ortopedia.

Ancora oggi la PRP (Platelet Rich Plasma), cioè il Plasma Ricco in Piastrine, è una delle tecniche di medicina rigenerativa più efficaci e, grazie a strumenti innovativi e sistemi sempre più sofisticati, è oggi fra le migliori. Le qualità della metodica negli ultimi anni viene sfruttata anche in medicina estetica e in dermatologia, dove sta dando risultati d’eccellenza.

Il Dott. Carmine Naccari Carlizzi, Medico Chirurgo in Ortopedia e specialista in Medicina dello Sport, è un grande esperto di questa tecnica, per lui ormai routinaria, e la utilizza spesso per la cura di lesioni tendinee (siano esse acute o croniche), muscolari, osteocondriali, meniscali e preventive in caso di patologie degenerative della cartilagine articolare.

Come funziona esattamente questa tecnica rigenerativa?

Il gel piastrinico autologo viene estratto dal paziente a partire da un semplice e normale prelievo di sangue venoso. Questo sangue viene poi centrifugato e filtrato per far sì di riuscire a isolare le varie componenti, in particolare quella piastrinica. Le piastrine dal sangue vengono prelevate in una siringa sterile per essere riutilizzate immediatamente. Il tutto dura una trentina di minuti circa e avviene in un circuito chiuso per essere certi della sicurezza e della non contaminazione. Tale prelievo di sangue non è indispensabile che venga fatto, come accade di solito, a digiuno e non è necessario interrompere terapie che si stanno seguendo in quel momento.

Dopo l’estrazione il siero viene iniettato localmente: il paziente avverte solo un leggero pizzicore dovuto ai forellini fatti nella zona da trattare. La sostanza (chiamata pappa piastrinica) è caratterizzata dalla presenza di diverse sostanze che si definiscono comunemente fattori di crescita. Queste favoriscono nel soggetto la rapida moltiplicazione delle cellule e la produzione di collagene indispensabile per la stabilità dei tessuti. Se c’è infiammazione questa viene ridotta rapidamente.

In sostanza la PRP non fa altro che favorire e stimolare il naturale processo di guarigione dei tessuti che, quindi, sono quelli originali del paziente. Non sempre è necessario un solo intervento di questo tipo, ma possono essere richieste 3-4 sedute in base al tipo di problema presente, a distanza variabile l’una dall’altra. Dopo il trattamento la pelle può risultare leggermente arrossata.

A che cosa serve la metodica PRP?

La metodica PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è un tipo di trattamento di Medicina Rigenerativa che si pratica utilizzando le piastrine appartenenti al paziente stesso, come detto, e quindi è possibile avere un livello di sicurezza alto. Grazie a questo siero è possibile andare a stimolare la crescita delle cellule proprio lì dove occorre, favorendo la guarigione dei tessuti (muscoli, ossa, tendini), la produzione di collagene e riducendo l’infiammazione. Le nuove cellule garantiscono una maggiore resistenza dei tessuti, rigenerandoli e prevenendo ulteriori problemi, rimandando anche di anni l’intervento chirurgico.

Per cosa si utilizza questa metodica?

  • Tendinopatie, le patologie a carico dei tendini: una fra tutte il tendine d’Achille e il gomito del tennista.
  • Artropatie e artrosi, condizioni patologiche a carico delle articolazioni che possono portare a limitazioni funzionali: molto efficace si è dimostrato questo trattamento per l’artrosi del ginocchio.
  • Lesioni cartilaginee e meniscali: ridando elasticità e corpo a queste strutture per permettere il normale movimento.
  • Lesioni o infiammazioni di tendini e legamenti: per esempio di ginocchia, caviglie, spalle.
  • Fratture ossee che si desiderano riparare rapidamente.
  • Lesioni di muscoli minori.
  • Rinforzo di tessuti a scopo preventivo quando si devono applicarvi protesi.

Perché la PRP rispetto ad altri trattamenti?

Come sottolinea il Dott. Carmine Naccari Carlizzi questa metodica ha molti vantaggi rispetto ad altre tipologie di trattamento. In particolare:

  • È rapida e poco impegnativa per il paziente: prelievo e iniezione vengono fatti nella stessa seduta in meno di un’ora.
  • Il trattamento è poco invasivo se non per l’iniezione, quindi viene da molti considerato indolore. In tutti i casi si può richiedere l’utilizzo di anestetici locali.
  • I risultati si hanno rapidamente, a partire dalla riduzione dell’infiammazione.
  • La metodica è soprattutto sicura, visto che si utilizza un siero autologo e non proveniente da altri.
  • Il tutto avviene in modo naturale, senza bisogno di farmaci o sostante esterne con potenziali effetti collaterali.

Questo trattamento è per tutti?

Il trattamento con PRP viene indicato dal Medico Ortopedico qualora ritenga che possa giovare al paziente se sono presenti le condizioni adatte. In particolare occorre verificare il suo stato di salute anche grazie a esami ematici recenti. La persona non deve, ad esempio, essere anemica o avere uno scarso numero di piastrine nel sangue. Anche se di fatto, quindi, non si può affermare che questo tipo di trattamento è per tutti, è vero che lo è quasi per tutti.

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