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Manchester, atterraggio d’emergenza per passeggero colpito da infarto

Dramma in volo da Hong Kong: la madre muore nel sonno sull’aereo

Dramma nei cieli inglesi: un passeggero su un volo di linea della easyJet in servizio tra Tenerife e Edimburgo ha avuto un infarto il 14 dicembre. Il velivolo era partito alle 19.30 e doveva atterrare a mezzanotte. Il pilota, ha deviato il volo a Manchester a seguito all’emergenza, atterrando in tutta sicurezza allo scalo inglese alle 23,45. Il volo è stato raggiunto da una squadra di medici.

Quali sono le regole della salute nei cieli? Quando c’è un problema di salute, ma solo nel caso di un’emergenza, come per esempio un infarto, la prima cosa che il pilota fa è chiedere se c’è un medico a bordo. Se il medico stabilisce che la situazione è grave ed è necessario intervenire tempestivamente, o se, pur non essendoci un medico, la situazione sembra grave, a seconda della situazione dichiara “Pan Pan” o “May Day” (le parole in gergo per richiedere soccorso, la prima non urgente, la seconda urgente) per emergenza medica e richiede al controllo aereo una priorità d’atterraggio. Per intenderci, richiede la possibilità di atterrare immediatamente all’aeroporto più vicino.

In un volo nazionale, per esempio, si può essere a terra in dieci-quindici minuti con i soccorsi già in attesa all’aeroporto che eventualmente intervengono salendo direttamente sull’aereo all’arrivo al parcheggio. Molte compagnie hanno a bordo un defibrillatore in dotazione al personale di cabina che abbia eseguito un corso specifico e un kit medico che però può essere usato solo se c’è un medico a bordo. Hostess e steward possono intervenire solo con la piccola farmacia da banco. Tanto per dire, pastiglie per il mal di testa o cose simili, mentre per esempio non diamo i calmanti, che in molti chiedono. Non sai mai che allergie possa avere una persona. L’autorità a bordo è il comandante, che deve preoccuparsi in primo luogo della sicurezza del volo.

Insomma, un bello spavento per tutti che si è risolto positivamente, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che, tuttavia, sottolinea ancora una volta l’importanza di dotare con la massima urgenza tutti i mezzi del trasporto pubblico di defibrillatori e di persone abilitate alla rianimazione cardiopolmonare. Non è possibile pensare che, nel 2018, a bordo continuino a mancare i defibrillatori e chi li sa usare e ci si continui ad affidare solo alle più banali manovre di soccorso ed alla presenza fortuita di personale medico tra i passeggeri.