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Cronaca

Patrica, caso ILVA, riparte il presidio. Quadrini: “La politica non abbassi la guardia”

Roccasecca, il 10 febbraio 2019 manifestazione contro l'ampliamento della discarica

Sul caso Ilva di Patrica, torna a parlare Gianluca Quadrini, consigliere provinciale e presidente della XV Comunità Montana Valle del Liri, per richiamare l’attenzione dei rappresentanti politici locali ma anche nazionali affinchè si possa trovare una soluzione per la ripresa delle attività del sito ciociaro: “La Politica non abbassi la guardia sullo stabilimento di via Morolense-dichiara Quadrini-. E’ necessario creare le condizioni più favorevoli che permettano agli ex operai in gran parte giovani ed oggi in mobilità in deroga, di ricominciare a lavorare. Per il bene loro e delle rispettive famiglie”.

Gli ex lavoratori dello stabilimento Ilva di Patrica hanno riavviato il 13 novembre il presidio davanti alla fabbrica che per anni li ha visti protagonisti prima della chiusura definitiva e del licenziamento. Protestano per invitare il Ministero dello Sviluppo Economico ad avviare al piu’ presto un bando per la vendita del sito. Il gruppo Ilva di taranto è finito al colosso Mittal che però in una lettera ufficiale al ministero ha annunciato la volontà di rinunciare alla fabbrica ciociara.
L’Ilva di patrica torna così sul mercato. Per venderla occorre un bando i cui tempi di attuazione sono incerti.

“Mi auguro che la convocazione del tavolo organizzato in Provincia dia risposte concrete sul futuro dell’Ilva, affinchè si riesca ad intercedere presso il Ministero del Lavoro per fare subito il bando di vendita per questa fabbrica in modo da far ripartire una realtà fiore all’occhiello del nostro territorio.La tutela dei lavoratori, delle loro famiglie e il rilancio del tessuto occupazionale e industriale della provincia di Frosinone sia tra le nostre priorità amministrative e del Governo nazionale”-conclude Quadrini.

Oltre al problema della vendita del sito, gli ex operai Ilva hanno quello della prossima scadenza della mobilità in deroga i cui pagamenti da aprile in poi per il 2018 tardano ad arrivare e per la quale ci sono molti dubbi sul 2019.

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