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Ciociaria, le attività di controllo e prevenzione su tutto il territorio

Piazza Navona - Campo de' Fiori, nel mirino dei Carabinieri i venditori abusivi

Nella giornata di ieri in Sant’Ambrogio sul Garigliano e Sant’Andrea del Garigliano, i Carabinieri della Compagnia di Cassino, del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Latina e Forestali di Pontecorvo, nell’ambito di predisposti servizi mirati al controllo della coltivazione di “canapa sativa”, hanno proceduto al controllo di due aziende agricole dedite alla coltivazione della citata canapa, riscontrando:

Nella prima azienda ispezionata verificavano che le piante di canapa sativa presenti nel fondo agricolo di proprietà della citata azienda non provenivano da una semina diretta, ma bensì da un reimpianto di canapa fatta germogliare presso un’azienda agricola avente sede a Milano. Accertate le violazioni di cui agli artt.17 e 73 del DPR 309/1990, procedevano al sequestro dell’intera area di coltivazione, di circa 4.000 mq. sulla quale erano attestate 1.500 piante di canapa sativa, nonché al contestuale deferimento in stato di libertà del legale rappresentante dell’azienda agricola per le predette violazioni di legge (si allega foto);

Nella seconda azienda invece, il legale rappresentante, veniva sanzionato con due ammende, per complessivi 8mila euro poiché veniva riscontrata la mancanza della notifica ai fini della registrazione quale produttore primario di alimenti, nonché la vendita al dettaglio di liquore a base di canapa sativa light, in violazione degli artt.6 co.3 del D.Lgvo 193/07 e art. 22 del D.Lgvo 114/98. Nella fattispecie faceva produrre da altra azienda un distillato con le foglie di canapa per poi mettere in commercio il prodotto finito, in violazione della normativa vigente;

In Atina i militari della Stazione di Picinisco, unitamente a quelli della locale Stazione, nel corso di un servizio consorziato, denunciavano in stato di libertà per “sostituzione di persona”, un 35enne, cittadino camerunense, domiciliato presso una struttura di accoglienza della zona. I militari operanti, su richiesta del responsabile, intervenivano presso l’ufficio postale di Atina inferiore poiché il prevenuto, con l’intento di farsi aprire una carta postepay, aveva esibito un documento personale la cui effige non corrispondeva ai suoi caratteri somatici, risultato appartenere ad un suo connazionale residente nel sorano. Il documento veniva sottoposto a sequestro;

In Picinisco i militari della locale Stazione, a seguito del ritrovamento da parte di un cercatore di funghi in quella località Prati di mezzo, di una pistola calibro 7,65, munita di caricatore e n.7 cartucce, ponevano in essere gli opportuni accertamenti riuscendo a risalire al proprietario dell’arma, identificato in un 68enne, residente nel sorano. Il predetto, convocato presso gli uffici del Comando Stazione, ammetteva di avere smarrito l’arma in quella località nei giorni precedenti, senza però darne avviso ad alcun organo di Polizia. Nella circostanza gli operanti verificavano che il predetto era in possesso di autorizzazione per il porto di fucile ad uso sportivo scaduta di validità da diverso tempo. Lo stesso, stante le violazioni accertate veniva denunciato in stato di libertà per i reati di porto d’armi fuori dell’abitazione e omessa custodia di armi e munizioni che veniva sottoposta a sequestro.

Ieri in Ceprano, i militari della locale Stazione, hanno tratto in arresto in flagranza dei  reati di “tentata estorsione, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale” un 40enne del luogo, già censito per stupefacenti. Gli immediati accertamenti effettuati dai militari operanti, scaturiti dalla denuncia della madre convivente dell’indagato, permettevano di verificare che l’arrestato con ripetuti atti di intimidazione e minacce, aveva tentato di farsi consegnare 2.000 euro per l’acquisto di sostanza stupefacente. All’atto del controllo l’uomo, che continuava ad inveire contro la madre e a volerla colpire, si scagliava contro i Carabinieri che cercavano di trattenerlo, opponendo resistenza. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva associato alla Casa Circondariale di Frosinone.

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