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Colleferro, approvata in consiglio la costituzione del nuovo consorzio “Minerva”

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Alle 22 di sera del 30 luglio, il consiglio comunale di Colleferro  ha approvato la costituzione  del Consorzio “Minerva”, il nuovo soggetto pubblico che gestirà i rifiuti e i servizi di igiene urbana in diversi comuni della zona.

Un’approvazione arrivata dopo una lunga discussione in aula tra maggioranza e opposizione. A iniziare il dibattito è stata l’opposizione con la presentazione di un ordine del giorno a firma dei consiglieri Santucci, Nappo e Pizzutti. I tre firmatari hanno proposto una consultazione popolare sul Consorzio Minerva tramite un Referendum consultivo.

I cittadini devono esprimersi in merito alla gestione rifiuti perché non possiamo permettere un GAIA 3.” Ha dichiarato Santucci nel suo intervento in consiglio.

“Sarebbe stato meglio esplorare la strada del gestore privato”. Ha aggiunto il consigliere Nappo.

“Dobbiamo dare delle risposte alla gestione rifiuti, sia in termini occupazionali che in termini ambientali. Stiamo mettendo in pratica quello che abbiamo detto tre anni fa”.  Così ha risposto l’assessore all’ambiente Giulio Calamita, iniziando il suo intervento sulle caratteristiche del consorzio.

Minerva – il nuovo consorzio 

Con la vendita di Lazio Ambiente, i comuni della zona si sono trovati a un bivio: mettere a gara il servizio d’igiene urbana o pensare a una gestione pubblica. Colleferro ha scelto la strada del consorzio pubblico, e per dimostrare la fattibilità amministrativa di questo progetto, il comune – dopo una gara pubblica – ha individuato il prof. Marcello Clarich, ordinario di diritto amministrativo dell’Università Luiss Guido Carli.  Il Prof Clarich ha fornito un parere amministrativo e d’indirizzo contenente  le caratteristiche strutturali che la società dovrà avere. 

Oltre a Colleferro, a sottoscrivere questa strada ci sono Gorga, Carpineto, Labico, Genazzano e Nemi ( Segni e Capranica Prenestina entreranno nel Consorzio dopo aver risolto alcuni problemi tecnici).

Nel Consorzio Minerva verrà istituita un’assemblea dei sindaci aderenti al nuovo gestore. L’ amministratore unico e il direttore generale saranno scelti attraverso un bando pubblico.  I comuni avranno una quota che varrà, non per il numero degli abitanti ma per il numero delle utenze da servire. Nelle assemblee ci sarà un voto per quote ma anche un voto per testa, dunque per ogni singolo primo cittadino che aderirà al consorzio.

Il Sindaco Sanna ha sottolineato che la dirigenza sarà di uno spessore differente. “Stavolta a cambiare è il manico, non ci saranno altri Scaglione”. Ha tuonato il primo cittadino citando l’ex amministratore delegato del consorzio Gaia, Roberto Scaglione, condannato dalla corte dei conti per 211 milioni di euro di danno erariale. 

L’incasso della Tari

Il consorzio dovrà inviare le bollette direttamente ai cittadini e riscuotere la tariffa senza passare per le tesoriere dei comuni.  Questa è stata la risposta di Sanna alle perplessità del consigliere Del Brusco, che nel suo intervento si è dichiarato favorevole a un altro tipo di soluzione: quella pubblico- privato.  Del Brusco ha risposto che quanto detto da Sanna sulla riscossione della Tari è impossibile dal punto di vista legale.

I lavoratori

Sulla questione lavoratori Sanna ha dichiarato che “attingeremo per anni alle liste di mobilità di Lazio Ambiente. Prima di fare un qualsiasi concorso pubblico, vogliamo che nessuno dipendente di Lazio Ambiente rimanga a casa.”

Le osservazioni non pervenute

La prima pubblicazione degli atti relativi alla costituzione del nuovo consorzio c’è stata il 10 aprile scorso. Il 29 maggio è stata aperta una finestra di 15 giorni per presentare osservazioni. Al Comune di Colleferro non è arrivata nessuna controdeduzione ai documenti pubblicati, questo significa che nessun consigliere comunale d’opposizione ha presentato delle osservazioni.

A presentare proposte di modifiche e a sottolineare alcune criticità sono state le associazioni di Genazzano. Il comitato rifiuti zero ha incontrato il sindaco di Genazzano Fabio Ascenzi e l’assessore Calamita per ribadire la loro posizione sul ciclo dei rifiuti.

La questione impiantistica e il punto sul Biogas/Biometano

Un punto che sta facendo discutere è quello degli impianti previsti dal consorzio Minerva.  I documenti che riguardano questa parte parlano della  possibilità di costruzione alcuni impianti di trattamento dei rifiuti. Nello specifico parliamo di  un impianto di selezione di carta e cartone, un impianto di recupero di materia per l’indifferenziato e un impianto di compostaggio anaerobico/aerobico che produrrà biometano e compost. La scelta degli impianti resta un’eventualità che non coincide con l’avvio del consorzio.

Vengono escluse nel piano industriale e in generale nel consorzio, tutte le forme di combustione di rifiuti. Da quanto emerso ieri, su questo punto manca una discussione più ampia sull’economia circolare e sulla gestione dei rifiuti.

“Sugli impianti siamo disponibili al confronto e ad aprire il dibattito” – ha detto  l’assessore Calamita.

La mancanza di comunicazione del Comune di Colleferro 

L’unico incontro pubblico sul consorzio è stato fatto sabato 23 giugno in aula consiliare. Un incontro del tutto insufficiente a spiegare alla cittadinanza una svolta del genere. Il Comune di Colleferro non ha tenuto conto della percezione di una scelta simile. Molte persone associano la parola consorzio all’esperienza fallimentare di Gaia. Dare per scontato che la nascita di “Minerva” sia differente è un grande errore. Mancando una grande opera d’informazione istituzionale, sui social e nelle piazze,  si sono aperte discussioni che generano confusione su questa scelta politica. Discussioni che non entrano nel merito e soprattutto che non riescono a consegnare un buon livello di conoscenza alla popolazione.

 

 

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