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Affrontare l’alzheimer con il teatro: Villa Sora e Villa Romani in un progetto contro solitudine e malattie autodegenerative

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Aiutare cambia. È la sintesi di un’esperienza unica, che la scuola di Villa Sora ha scelto per i suoi ragazzi. Si tratta del progetto teatro-alzheimer. Un gruppo di studenti di Villa Sora ha collaborato strettamente con la casa di riposo Villa Romani a Rocca di Papa (RM).

Qui una professionista del settore, Silvia Bompiani (ex allieva di Villa Sora), ha da tempo messo a punto un’attività di animazione basata su teatro, canto e anche ballo che coinvolge gli ospiti della casa di riposo, affetti, a diversi livelli, dal morbo di Alzheimer. I risultati di questa terapia delle emozioni sono sorprendenti e l’apprezzamento degli ospiti è evidente. In tutta Italia crescono progetti per curare o rallentare la malattia.

Oltre i farmaci è la riabilitazione cognitiva a fare la differenza. Tutte le attività creative come quelle artistiche rappresentano degli argini formidabili contro gli stadi più avanzati e più gravi della malattia. L’Alzheimer è un male cattivo, con un decorso che può arrivare fino a 20 anni. Colpisce la memoria, il pensiero, il linguaggio, l’orientamento. Modifica la personalità e il comportamento. Chi ne soffre perde, poco per volta, ogni autonomia: non riconosce più chi gli è accanto da sempre e “dimentica” quella che è stata la sua vita.

Attraverso la rappresentazione teatrale i malati raccontano le loro storie stimolando la capacità di trattenere informazioni. Il solo contatto diretto dei ragazzi con queste realtà sarebbe stato educativamente fondamentale e dirompente ma Villa Sora si è spinta oltre. “Assistere ai piccoli cambiamenti e miglioramenti di queste persone, grazie allo scambio di emozioni, è stato indescrivibile e ha cambiato prima di tutto noi stessi”. I ragazzi hanno commentato così il progetto teatro-alzheimer.

L’innovativa esperienza che ha visto i giovani di Villa Sora come protagonisti attivi, ha coinvolto non solo le persone con malattie neurodegenerative ma anche i loro famigliari, anziani ed operatori del settore in un percorso fisico ed emotivo all’interno del quale poter esprimere sensazioni, emozioni e pensieri. Gli alunni del liceo hanno giorno per giorno proposto agli anziani esercizi di canto, recitazione, di ballo, tecniche di respirazione ecc., il tutto sotto la conduzione degli esperti. L’empatia con gli ospiti della struttura è stata immediata. Non solo oggetti di cura ma protagonisti di vita. Questo principio umano di approccio a pazienti invisibili e spesso dimenticati come quelli affetti da alzheimer, aiuta potentemente la medicina.