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La Valle del Sacco il 7 luglio torna in strada: gli inceneritori e la discarica di Colleferro devono chiudere

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Colleferro, assemblea cittadina di Rifiutiamoli su chiusura discarica e progetto del compound

Di seguito, la nota del Movimento Rifiutiamoli:

La Valle del Sacco il 7 luglio torna in strada!
Gli inceneritori e la discarica di Colleferro devono chiudere.
In un anno il movimento Rifiutiamoli ha fatto germogliare un luogo di discussione politica in un posto di provincia, avvelenato dal business della monnezza e dall’eredità delle grandi industrie chimiche. In un anno, la lotta decennale dei movimenti ambientalisti della Valle del Sacco è diventata pratica quotidiana di un intero territorio e ha contribuito a modificare l’asse del dibattito politico regionale in materia ambientale.
Un anno fa si parlava di emergenza rifiuti, si discuteva della riapertura degli inceneritori di Colleferro. Nel frattempo la situazione di degrado della gestione regionale dei rifiuti si è andata aggravando in assenza di iniziative significative, senza una prospettiva di lungo periodo.
.La società Lazio Ambiente stata messa in vendita. Un atto dovuto che conclude una procedura avviata dal 2015. Sappiamo che la principale posta di questa vendita è costituita dagli inceneritori. , La società è in uno stato di degrado crescente e progressivo dalla sua fondazione. Chi intende acquistarla si dovrà confrontare con la doppia incognita derivante dalla mancanza di un nuovo piano regionale per i rifiuti e dall’opposizione tenace alla riapertura degli impianti.
Messa sotto scacco da una sentenza del TAR, l’amministrazione regionale ha deciso di fornire uno sbocco ai residui dei TMB, riaprendo le discariche di Fosso Crepacuore a Civitavecchia e di Colle Fagiolara a Colleferro.
L’uso di Colle Fagiolara come discarica di servizio per i TMB contrasta totalmente con la decisione della stessa regione di chiuderla entro il 2019 e materialmente con un piano industriale della sua chiusura, il quale purtroppo non ha ancora visto la luce. Come non si è mai insediato il tavolo di confronto sugli inceneritori, promesso il 6 marzo a cittadini ed enti locali, in risposta al secondo blocco di un camion carico di materiali destinati agli inceneritori.
La gestione del ciclo dei rifiuti in regione, in particolare nella città di Roma resta drammatica, E’ necessario affrontare questa situazione. La condizione prima per affrontarla e superare discariche ed inceneritori è una mobilitazione straordinaria per lo sviluppo della raccolta differenziata, in ogni quartiere e paese della regione, ma di questa ad ora non c’è traccia. La gestione del tragico presente deve essere vincolata alla realizzazione di una struttura impiantistica finalizzata al recupero spinto dei materiali dispersi e frantumati nella frazione indifferenziata.
La partecipazione dei cittadini, delle amministrazioni, delle comunità locali è necessaria affinché la amministrazione regionale giunga in tempi brevi alla realizzazione della raccolta differenziata, alla costruzione di quegli impianti capaci di recuperare tutti quei materiali -spesso preziosi- che oggi vanno persi nell’incenerimento e in discarica.
La manifestazione del 7 luglio quindi non fa appello alla paura, che pure permane e forte nei cittadini, di essere invasi dai rifiuti di Roma e del resto della regione, ma alla consapevolezza acquisita sulla situazione reale e sulle possibilità ed opportunità altrettanto reali di un cambiamento radicale. Fa appello alla volontà determinata di difendere territorio, ambiente e salute ed imporre una svolta a tutta la regione, capace di creare anche nuove e migliori opportunità di lavoro.
E’ un messaggio chiaro rivolto agli eventuali acquirenti degli inceneritori, a chi volesse accaparrarsi l’uso della discarica di Colle Fagiolara si dovrà confrontare con movimento esteso, trasversale, partecipato, determinato e consapevole, che il 7 luglio tornerà in strada con una parola d’ordine semplice e inequivocabile.
Gli inceneritori e la discarica di Colleferro devono chiudere.