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Sora, Arma dei Carabinieri in festa per i 100 anni di Angelo Grossi

Sora, Arma dei Carabinieri in festa per i 100 anni di Angelo Grossi

Si sono svolti nella mattinata di oggi, sabato 30 giugno 2018, presso la sede dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Sora, alla presenza del Capitano della locale Compagnia dei Carabinieri Valentino Iacovacci e del Comandante della stazione dell’Arma di Sora, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Frosinone Fabio Cagnazzo, del Sindaco di Sora Roberto De Donatis, del Comandante della stazione della Polizia Locale Rocco Dei Cicchi e del presidente dell’ANC del comune volsco, l’app. Fernando Galante, nonché di alcuni suoi volontari, i festeggiamenti relativi al raggiungimento del traguardo dei 100 anni da parte dell’ex carabiniere reale sorano e membro dell’Associazione dei volontari dell’Arma cittadina Angelo Grossi, grande amico dell’indimenticato collega Alberto La Rocca trucidato dai Nazisti a Fiesole, vicino Firenze, insieme ad altri due militari dell’Arma il 12 agosto del 1944.

Nato nella città volsca il 30 giugno 1918, Grossi fu arruolato nel 1939 presso la Caserma Cernaia, sita in Torino, dalla quale venne poi trasferito l’anno seguente nella Legione Napoli della stazione campana di Cicciano, in provincia di Napoli.

Nel corso del 1940 con la sua Legione si imbarcò per l’Africa Settentrionale dove raggiunse la 5a Forza Armata, una sezione composta da 115 uomini dei quali, al termine delle operazioni belliche sul suolo africano, ne rimasero in vita soltanto 42.

Dopo quattro lunghi anni, nel 1944, da Tunisi Grossi venne rimpatriato a Catania, dove ottenne successivamente una licenza di 60 giorni al cui termine fu poi nuovamente trasferito dalla Legione Napoli, della quale aveva fatto parte fin dalle prime battute della Seconda Guerra Mondiale, alla Legione Lazio – Compagnia di Sulmona, stanziata presso la stazione di Scanno dalla quale, in seguito all’improvviso “cambio di campo” che l’Italia si trovò ad affrontare passando dall’alleanza con l’esercito tedesco a quella con gli Alleati, si verificò un fuggi fuggi generale per non restare vittime delle rappresaglie naziste e prepararsi alla resistenza.

Ancora nei primi mesi del 1944, Grossi fu assegnato alla stazione di Sora in qualità di motociclista dove, a seguito di delicate indagini, rimase ferito vedendosi successivamente riconosciuta la “causa di servizio”.

Nel 1945 venne trasferito a Genova presso il locale Battaglione dei Carabinieri per quanto concerneva le opere di ricostruzione delle stazioni sul territorio italiano, gravemente provate e distrutte da cinque lunghissimi anni di Guerra.

Dal capoluogo ligure, fu poi mandato a prestare servizio nella stazione di Novara.

In seguito, dopo la ricostruzione della Legione di Chieti, fu assegnato alla caserma di Balsorano (1945) e successivamente trasferito ancora presso la Compagnia di Isernia dove, il 2 marzo del 1959, ottenne il meritato congedo.

Al termine del secondo conflitto mondiale, fu decorato con la Croce di Guerra per i grandi servigi recati al suo Paese.

Oggi Angelo Grossi vive nella sua Sora, convolato a nozze con Colomba Margani, scomparsa sei anni fa, è padre di tre figli: Germano, Antonello e Desiana, nel corso degli anni ha conosciuto anche la gioia di diventare nonno di quattro splendidi nipoti e tre pronipoti, ama molto la campagna e possiede una casa poco fuori il centro sorano.

A dispetto dell’età, è un arzillo signore in perenne movimento ed il segreto della sua longevità, dice, è proprio quello di tenersi costantemente occupato e non pensare eccessivamente al futuro.

Alla conclusione della cerimonia tenutasi questa mattina, Grossi ha ricevuto in dono dal Comandante Cagnazzo, a nome del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, un Crest ed una speciale lettera d’auguri, un quadro d’argento da parte del Primo Cittadino di Sora ed una targa a nome dell’Associazione Nazionale Carabinieri consegnata dal presidente Galante.

A seguire, ecco una poesia scritta dall’ex carabiniere nel lontano 1940 ed alcuni momenti salienti della mattinata.

 

    

 

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