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Inchiesta stadio della Roma, il Codacons si costituisce parte offesa e chiede blocco del progetto

Roma, Codacons: "I cittadini bocciano tutti i servizi tranne l'acqua"

Il Codacons si costituisce parte civile

Lo Stadio della Roma non potrà essere realizzato, almeno per il momento, e la Procura deve disporre il blocco immediato dell’intero progetto. A chiederlo il Codacons, che si costituisce oggi stesso parte offesa nell’inchiesta della magistratura che ha portato alla luce gravi episodi di corruzione e associazione a delinquere nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio.

Di fronte alla gravità dei fatti contestati dalla Procura è evidente che lo Stadio della Roma deve essere bloccato immediatamente, allo scopo di evitare ulteriori danni alla collettività e la prosecuzione dei reati – spiega Codacons – In tal senso, in qualità di parte offesa rappresentativa degli utenti e di associazione ambientalista, presenteremo istanza urgente alla Procura chiedendo il sequestro di tutti gli atti amministrativi relativi allo Stadio, e la sospensione dell’iter per la realizzazione del progetto di Tor di Valle.

I nostri timori circa lo Stadio della Roma, purtroppo, hanno trovato riscontro, a dimostrazione che l’opera non può essere realizzata senza ripercussioni negative per la collettività – conclude l’associazione.

Anche Codici si costituirà parte civile

Sulla questione dei lavori per la realizzazione dello Stadio Tor di Valle a Roma è in corso un’operazione dei Carabinieri, che ha portato all’arresto di nove responsabili, dei quali sei sono finiti in carcere e tre ai domiciliari, con l’accusa diassociazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione. Codici si augura che i soggetti coinvolti vengano scagionati dalle accuse ma annuncia, allo stesso tempo, che si costituirà parte civile in questa annosa vicenda se gli imputati dovessero risultare colpevoli.

Nell’operazione dei Carabinieri sono stati coinvolti il costruttore Parnasi, in carcere, il presidente della più grande municipalizzata di Roma, l’Acea, che è ai domiciliari, il vicepresidente del consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi) e l’ex assessore regionale all’Urbanistica Civita (Pd). L’ipotesi è quella di una associazione a delinquere per corrompere le istituzioni nell’ambito del progetto per l’impianto a Tor di Valle. C’è il sospetto che gli indagati abbiano ricevuto, in cambio dei favori agli imprenditori, una serie di vantaggi tra cui posti di lavoro per amici e parenti.

Come al solito in queste faccende di pubblica utilità spunta fuori il meccanismo della corruzione e del malaffare. CODICI avrà la massima cautela nel seguire la vicenda e verificare che gli inquisiti siano responsabili. “C’è l’ombra dell’illecito dietro la costruzione dello Stadio Tor di Valle – ha dichiarato il Segretario nazionale di CODICI – e questa è un’onta che i cittadini non possono accettare dato che chi paga correttamente le tasse e agisce nella legalità non può assistere a questa corruzione dilagante intorno alle grandi opere a Roma”.