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Il Colleferro Rugby duro sul bando per la gestione degli impianti sportivi: “Cancellati 53 anni di storia”

Delusione, rabbia e un pizzico di rassegnazione. Ingredienti che hanno portato i vertici societari del Colleferro Rugby a indire una conferenza stampa per ribadire le proprie ragioni in seguito all’ormai certa assegnazione del bando per la gestione dello stadio Maurizio Natali alla società di Atletica. Una decisione che, se confermata, comprometterebbe in maniera drastica il percorso di una delle società sportive più antiche del territorio, da anni attiva per l’impegno e la valorizzazione di molti giovani nonché autrice di esaltanti cavalcate nell’élite nazionale del rugby.

Il nodo della discordia – riassumendo brevemente la vicenda – è presto enunciato: nel momento in cui è uscito il bando per l’assegnazione degli impianti sportivi, questi presentava due parti distinte per la ripartizione dei punteggi da assegnare a ciascuna società: una parte tecnica, che comprendeva le caratteristiche dei club (anni di fondazione, numero di atleti, anni di gestione impianti sportivi, per un totale di 80 punti) e l’altra economica (20 punti da assegnare a chi avrebbe presentato l’offerta migliore). La cifra messa a disposizione dal Comune partiva da una base massima di 30 mila euro di contributi, soldi da utilizzare per la gestione dell’impianto: l’offerta del Rugby è stata di 29 mila euro, mentre quella dell’Atletica di 20 mila euro.

Una proposta, quest’ultima, sicuramente più vantaggiosa in puri termini economici, ma che va analizzata al netto dei minori costi di gestione per la società di Atletica, che durante la stagione usufruisce dell’impianto per un numero sensibilmente minore di giornate (con una conseguente spesa minore per l’affitto del campo) e può contare – nonostante gli oltre 300 tesserati – su un numero di atleti “attivi” decisamente inferiore rispetto ai cugini della palla ovale.

La questione, unitamente allo stravolgimento dei parametri tecnici per l’assegnazione del bando, ha mandato su tutte le furie uno dei dirigenti storici del sodalizio rossonero, Sandro Tucci, apparso molto amareggiato durante il suo intervento: “Con questa decisione si sono voluti cancellare in un sol colpo 53 anni di storia del Colleferro Rugby, un percorso costruito con passione, sacrificio e dedizione da parte di tutti gli atleti e delle persone che si sono sempre prodigate per la causa. Non si è tenuto minimamente conto di quella che è la nostra statura nel tessuto sociale di questa città. Rispetto le istituzioni e in primis il sindaco Sanna, ma dietro gli atti ufficiali ai quali si è riferito c’è una storia fatta di persone che lui, evidentemente, per ragioni d’età non può conoscere. Ora, con il probabile esito del bando, ci si chiede di diventare ospiti in quella che è stata ed è di diritto la nostra casa, per la quale abbiamo combattuto e fornito un sostegno pratico come testimonia il supporto economico per la creazione della Club House. Questo non è giusto e credo di poter confermare a nome di tutti che non possiamo scendere a un simile compromesso”.

Più pacato ma non per questo meno incisivo l’intervento del presidente Roberto “Trave” Benedetti, che ha sottolineato come la società d’atletica abbia potuto permettersi di ribassare l’offerta del bando proprio in considerazione delle alte tariffe proposte per il rugby, sul quale gravava la spada di Damocle di un affitto molto più oneroso. Un fattore che, unitamente alle modifiche della parte tecnica del bando (l’Atletica, dopo la fusione con la compagine del Segni, ha dichiarato oltre 300 atleti nominali e il “peso” storico delle due società è stato praticamente parificato) ha fatto pendere inevitabilmente l’ago della bilancia dall’altra parte. “Sono stati utilizzati parametri che riteniamo non esatti e che ci hanno fortemente penalizzato – osserva -. Oltretutto, il Comune aveva anche vinto un bando per effettuare lavori di restauro agli impianti sportivi della città, ma dei ben 1,5 milioni aggiudicati sono stati stanziati soli 60 mila euro per il rifacimento del Natali, a fronte per esempio dei 400 mila euro previsti per il rinnovamento del sintetico di Colle Sant’Antonino. Una cifra assolutamente non congrua, con la quale risulta difficile se non impossibile pensare di rifare il manto erboso, soluzione alla quale andrebbe peraltro affiancato un investimento per l’acquisizione di un nuovo campo d’allenamento, onde evitare di sovraccaricare il nuovo terreno e trovarci così punto e daccapo. Quale sarà il nostro futuro ora? Abbiamo già mandato delle mail esplorative ai comuni limitrofi per chiedere di ospitarci, in caso di rifiuto ci sono alte probabilità che la nostra stagione possa considerarsi chiusa anzitempo”

IL VIDEO COMPLETO DELLA CONFERENZA STAMPAhttps://www.facebook.com/casilinanews/videos/1951900461787325/

LE TABELLE DI: ANALISI COSTI STAGIONE; TARIFFE; RIPARTIZIONE PER SPORT:

FOTO DELLA CONFERENZA STAMPA:

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