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Comunisti Castelli Romani: “Incendio a Pavona? C’è anche l’amianto”

Un incendio gigantesco ha distrutto il 30 marzo 2018 il capannone della “GB Trade srl”, in Via Ragusa a Pavona, un’impresa di commercio all’ingrosso di ferramenta, casalinghi ed articoli per l’illuminazione.

E’ bruciato un magazzino pari a circa un milione di euro di materiale plastico e di legno, metalli e tanto altro. Al momento dell’incendio nell’aria si saranno diffusi quantità enormi di idrocarburi policiclici aromatici, diossina e furani.

Avevamo chiesto al Sindaco di Albano di procedere immediatamente alla bonifica dell’area, di non perdere tempo vista la gravità della situazione.

Oggi 6 aprile 2018 il Dipartimento di Prevenzione della ASL RM 6 ha comunicato che sui campioni prelevati “le analisi hanno confermato la presenza di fibre cristallizzate di amianto nelle lastre di copertura del capannone interessato dall’incendio”.

Il Sindaco di Albano è un irresponsabile che il giorno dell’incendio scriveva su facebook che “La situazione è sotto controllo” e sui giornali on line veniva diffusa la notizia che “Non ci sarebbe la presenza di eternit e materiali pericolosi”.

PERICOLOSI INCOSCENTI.

Adesso, dopo 7 giorni la ASL RM6 impone al Sindaco di Albano di disporre la bonifica del sito dai materiali contenenti amianto ed altri eventuali rifiuti pericolosi; la messa in sicurezza attraverso l’interdizione al personale non autorizzato; l’installazione di teli frangivento, la bagnatura delle superfici e dei materiali contenenti amianto; di intercettare le acque di dilavamento nell’area dell’incendio, per evitare l’immissione nella rete fognaria di possibili inquinanti.

Il Partito Comunista dei Castelli Romani chiede le immediate dimissioni del Sindaco di Albano per aver esposto la popolazione di Pavona ad un gravissimo inquinamento ambientale.