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Frosinone, Ciacciarelli (FI): La Asl Frosinone, braccata dai creditori

Riceviamo e pubblichiamo:
Lo stato in cui versano le finanze della Asl di Frosinone è talmente precario che l’ azienda nella delibera n. 2312 del 19 dicembre 2017 presenta una quantificazione preventiva, relativa al primo trimestre 2018, delle somme destinate al pagamento di stipendi al personale dipendente ed al pagamento delle spese relative ai servizi essenziali, ai fini della impignorabilita’. Nella delibera si legge: “Preso atto 1) dell’ elevato contenzioso esistente tra l’Asl Frosinone ed i terzi fornitori, derivante dal mancato rispetto da parte dell’ azienda dei termini contrattuali di pagamento, a causa del permanere delle condizioni di assenza di adeguate risorse di liquidità;  2) delle azioni attivate da terzi creditori per ottenere per via giudiziale provvedimenti forzosi a soddisfacimento dei crediti verso l’Azienda ” . È, quindi, la stessa azienda ad ammettere il pessimo stato in cui versano le finanze, di non possedere adeguate risorse di liquidità, e di essere letteralmente braccata dai creditori. Dichiara, inoltre, che “l’anticipazione di cassa autorizzata dalla Regione Lazio alla Asl di Frosinone….è riconosciuta nell’ importo massimo di € 32.567,038 ; che le rimesse effettivamente erogate mensilmente alla Asl di Frosinone risultano essere pari a 25.200.000, 00.” Siamo, quindi, in presenza di un quadro finanziario complesso che vede l’azienda costretta ad attivare misure per salvaguardare le somme destinate ai servizi essenziali e venir meno agli impegni assunti con i fornitori che legittimamente chiedono il saldo del debito. Ne emerge un percorso amministrativo claudicante, caratterizzato dall’ adozione di misure tampone che si ripercuote sulla qualità del servizio assistenziale, mi riferisco alla cronica carenza di personale, di posti letto, a disservizi registrati quotidianamente dagli utenti, dai quali emerge una sanità non a misura di cittadino.  Un quadro, quello odierno, distante dai proclami del presidente Zingaretti che annunciava la fine del commissariamento sanitario, in largo anticipo, per poi prorogare l’incarico dell’ attuale commissario fino al 31 dicembre 2018.

 

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