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“Popolo e territorio”: Silvano Moffa riflette sul sistema politico italiano nel convegno del Park Hotel Villa Tuscolana

Il 14 Dicembre 2017 presso la sala convegni del Park Hotel Villa Tuscolana, si è svolto un confronto e dibattito pubblico sul tema “Territorio e Popolo” con una derivazione alla riscoperta della vera politica, ove hanno preso parte Silvano Moffa, Mary Prezioso, Gian Maria Fara, con Lorenzo Marcolini nella veste di moderatore, e un intervento di Gianni Alemanno

Il problema molto attuale e fortemente sentito dalle varie realtà, è stato oggetto di questo confronto, nel quale spicca l’intervento di Silvano Moffa, ex Deputato ed ex Presidente della Provincia di Roma, che ha dato ancora una volta un saggio delle sue grandi doti di oratore e profonda preparazione politica ed amministrativa.

Il suo intervento, nella premessa di un sentito ringraziamento alla Prof.ssa Mary Prezioso in relazione allo studio e ricerca delle soluzioni sul binomio “ Politica e Territorio” ha messo in luce molti elementi negativi e criticità nel sistema politico italiano che non vede all’orizzonte le soluzioni dei grandi problemi che attanagliano l’Italia.

In particolare, è stato affrontato l’iter che si è sviluppato nei precedenti periodi a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 intorno alla gestione della pianificazione territoriale che non ha saputo dare quelle risposte per le quali, l’Ente Provincia doveva essere la protagonista, al contrario si è voluta la loro soppressione, come se la loro scomparsa era la soluzione ideale per la gestione del sistema strategico urbanistico.

“La trasformazione del territorio ed il suo sviluppo – spiega l’Onorevole nel suo intervento – , se attuati con responsabilità e coerenza possono dare meravigliosi frutti sotto il profilo dell’economica specialmente nel settore agricolo, invece la politica attuata negli ultimi decenni, ha stravolto tutto ciò che poteva essere realizzato con più senso di responsabilità e preparazione politica.

Il sistema politico impegna poco più del 3% delle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea per le tematiche della pianificazione territoriale e l’incapacità della gestione pubblica italiana è evidente, poiché siamo in forte ritardo rispetto alle altre nazioni europee.

Bisogna interrogarsi sull’impostazione della politica, sulla sua analisi e come confrontarsi con essa: quest’ultima è stata delegittimata ed è venuta meno ai suoi ideali, e la sua sconfitta è stato la conseguenza naturale. I partiti politici hanno esaurito la loro configurazione ottocentesca, sono state distrutte le idee, e viviamo in uno stato di apatia.

Non ci dobbiamo meravigliare se Berlusconi ha affermato in questi giorni che se non si forma una maggioranza che dia stabilità al governo del Paese si torni nuovamente a votare, del resto la nuova legge elettorale non è migliore delle altre votate in precedenza. Allo status attuale abbiamo affidato la nostra esistenza ad internet, una sorta di sistema meccanico che non conosce ostacoli né segreti per la nostra vita; una volta la censura aveva lo scopo di nascondere qualcosa di personale, oggi è diventata una massa di informazione tale che non ci si capisce più nulla, e tutto ciò ha sostituito l’intelligenza umana che non è più in grado di reagire all’intelligenza meccanica.

Non siamo più in grado di programmare la nostra vita, né le iniziative ed i progetti per le soluzioni di grandi temi, come il mercato del lavoro, la nostra economia,la pianificazione territoriale, la gestione della famiglia,

Quest’ultima sta vivendo uno dei momenti più drammatici e se ci domandiamo come sarà essa nel 2050, la risposta non è facile darla, visto che siamo un paese dove si invecchia sempre di più e le nascite sono a zero.

Se qualcuno pensava di risolvere i grandi problemi, ad esempio con la soppressione delle provincie, e con l’attuazione della politica spicciola si deve ricredere, poiché è accaduto l’esatto contrario, soprattutto nella gestione del territorio. Come il federalismo introdotto nel nostro sistema non ha creato quella armonia tra realtà diverse, ma solo differenze, come è avvenuto molto tempo fa con il confronto dello sviluppo socio economico tra il Regno dei Savoia ed il Regno Borbonico.

La politica è stata dequalificata, e la non politica sono le cause della morte della vera politica. È necessario avviare un processo di qualificazione della classe dirigente, in quanto vi sono delle grosse responsabilità politiche, come quella di aver dato molta importanza alle leadership politiche, che hanno causato la disgregazione dei partiti, bisogna ritrovare i luoghi e le motedologie per tornare a fare politica.

L’esempio classico: “Chi ha rottamato sta per essere rottamato”.

La politica richiede preparazione, competenza, ma soprattutto aver seguito un percorso di preparazione politica, come avveniva un tempo, e per questo si ha la nostalgia delle “ Vecchie Sezioni Politiche”.

Si entra oggi nella politica in un modo molto diverso, il Movimento 5 Stelle è nato come una reazione alla non politica, e proprio per questo c’è bisogno di idee nuove, un linguaggio chiaro al fine di far capire al cittadino quali sono i veri problemi del paese, questo è il vero ritorno alla politica.

C’è bisogno di dare maggiore impulso agli investimenti della ricerca scientifica come ad esempio nel settore dello sviluppo spaziale dove noi abbiamo delle Eccellenze, ma si impegna soltanto l’1%, con il risultato che molti giovani espatriano per trovare lavoro e sistemazione”.

Come si vede uno scenario molto articolato e complesso che invita alla riflessione di tutto il sistema politico, non solo locale.

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