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“Grato e onorato di essere ricevuto a Marino”: Fernando Gonzales Llort incontra il sindaco Colizza e gli amministratori comunali

Si è svolto in un clima di grande cordialità l’incontro tra la delegazione cubana in visita a Marino per partecipare ad un importante Incontro su Ernesto Che Guevara a 50 anni dalla morte e l’Amministrazione comunale.

A riceverli il Sindaco Carlo Colizza, il Presidente del Consiglio Comunale Sante Gabriele Narcisi, il Vice Sindaco Paola Tiberi, l’Assessore Andrea Trinca i Consiglieri Comunali Anna Paterna, Matteo Correani ed Enrico Iozzi.

Presenti anche il Primo Segretario politico dell’Ambasciata di Cuba a Roma dr. Mauricio Martinez Duque, il Vice Presidente nazionale dell’Associazione Italia-Cuba Marco Papacci, il Presidente del Circolo Donè di S. Maria delle Mole dell’Associazione Mauro Avello.

Dopo un colloquio informale tenutosi nella stanza del Sindaco si è passati alla parte ufficiale in Sala Consiliare dove il Presidente dell’ICAP Fernando Gonzales Llort ha firmato il Libro d’Onore riservato alle autorità e personalità in transito a Marino e dove il Sindaco Carlo Colizza ha consegnato una targa e libri a ricordo della visita a Marino.

Gli amministratori comunali hanno poi fatto una sorta di visita guidata agli ospiti illustrando le opere d’arte degli artisti Paolo Marazzi, Stefano Piali, Giglio Petriacci e Giorgio Fanasca presenti a palazzo Colonna.

“Grato e onorato – si legge nel messaggio lasciato dall’Eroe di Cuba Gonzales – di essere ricevuto insieme alla delegazione cubana in questo bel luogo italiano. Che i nostri due popoli continuino ad accrescere i legami di fratellanza e solidarietà reciproca”.

Il Sindaco, nello scambio di battute con il Presidente dell’ICAP Gonzales, ha riferito di aver parlato con lui del 26° anno della presentazione della mozione all’ONU sull’embargo che ha effetti negativi sulla qualità della vita della popolazione cubana, “popolazione – ha detto Colizza – che non merita embarghi e spero sia l’ultima volta che presentano la mozione, perché ogni popolo dovrebbe essere libero anche dalle catene dell’economia”.