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Alatri, omicidio Pascarella: si aprono le porte del carcere per il 35enne Matteo Sbaraglia

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Alle ore 21:30, dopo essere stato sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria, poiché ritenuto responsabile dell’omicidio volontario di Domenico Pascarella, il 35enne Matteo Sbaraglia è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Frosinone.

Si chiude così l’indagine lampo sul giallo dell’omicidio di Alatri che aveva visto vittima il sessantenne residente nella Città dei Ciclopi.

Alle 15 di ieri i militari del Comando Compagnia Carabinieri di Alatri erano intervenuti in via Sardegna, su richiesta di familiari ed amici, presso l’abitazione di Domenico Pascarella, classe 1958 celibe, pensionato poiché dalle prime ore della mattinata odierna risultava irreperibile non rispondendo al telefono e al citofono di casa.

I militari immediatamente giunti sul posto avevano forzato la porta d’ingresso insieme al personale dei Vigili del Fuoco di Frosinone, ritenendo che lo stesso fosse stato colpito da malore. Una volta entrati all’interno dell’abitazione la macabra scoperta: l’uomo è stato rinvenuto riverso a terra nel vano adibito a ingresso e, poichè da un primo esame esterno il cadavere presentava forti tumefazioni al volto e ferite lacero contuse alla testa, venivano avviate immediate attività info – investigative  i cui primissimi riscontri permettevano di giungere all’individuazione dell’eventuale eventuale responsabile dell’omicidio in Matteo Sbaraglia35enne del luogo disoccupato e con problemi psichiatrici.

Lo stesso Sbaraglia, poiché non trovato presso la propria abitazione, era stato prontamente ricercato e rintracciato subito dopo da una pattuglia dell’Arma in una via del centro dove, alla vista dei militari, si dava alla fuga per le vie circostanti, venendo tuttavia bloccato dopo un prolungato inseguimento e condotto presso gli Uffici del Comando Carabinieri, dove è stato sottoposto all’interrogatorio da parte del  Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Vittorio Misiti, alla presenza del Difensore di Fiducia Avv. Angelo Testa del Foro Frosinone.

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