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Istat: come cambia il nostro modo di usare il tempo e come ci relazioniamo a Internet

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Le nuove tecnologie hanno portato diversi cambiamenti a livello societario e nelle nostre vite. Questo è avvenuto nei campi più svariati: dal lavoro al divertimento, passando per la ricerca di informazioni e per la fruizione dei contenuti audio e video. Fra social network, piattaforme di streaming, siti di news e portali aziendali, la società attuale vive sul filo della digitalità. Ed il nostro tempo, ovviamente, diventa espressione di tutti questi cambiamenti: essendo oramai connessi in pianta stabile alla rete, la nostra quotidianità è stata radicalmente trasformata. Anche per via del boom dei device mobile come gli smartphone, oggi potenti quanto i computer. Ma come cambia il nostro modo di usare il tempo, e come ci relazioniamo a Internet?

Istat: la ricerca che ci dice come spendiamo il nostro tempo

C’è un detto vecchio quanto il mondo che ci dice che l’unica cosa che conta è il nostro tempo: lo spendiamo ogni minuto che passa, e non è possibile riaverlo indietro. Dunque il tempo definisce chi siamo, e come viviamo la nostra vita. Ma come lo usiamo, oggi? Secondo una ricerca condotta dall’Istat, Internet è oramai una componente preponderante. Ma non l’unica, considerando anche l’impatto delle pulizie domestiche, la televisione, lo studio e ovviamente il lavoro. Secondo la suddetta ricerca il 58% dei ragazzi passa almeno 2 ore al giorno su Internet: la percentuale sale anche per gli adulti (23,9%). Ed i bimbi? Anche loro sono Internet-addicted, con una media di presenza giornaliera di 1 ora. La maggior parte del tempo, però, viene impiegata per la cura della propria persona (48%) e lo svago (21%). Da sottolineare anche l’impatto della pulizia della casa e la gestione degli impegni familiari: le donne investono 5 ore al giorno in questi aspetti.

Internet e smartphone: una componente oggi basilare

Internet, come abbiamo avuto modo di vedere poco sopra, oggi assorbe una fetta più che importante del nostro tempo. Ciò accade soprattutto per via degli smartphone: grazie ai telefoni di ultima generazione, giovani e meno giovani si collegano in mobilità. Ed ecco il dato interessante: i giovani non usano Internet più degli adulti, ma lo usano piuttosto in modo diverso. Sempre più social e video, sempre meno news e informazione. Lo smartphone come rampa d’accesso, invece, è egualmente utilizzato sia dalle nuove che dalle vecchie generazioni di italiani. Essendo oramai alla pari dei computer, il cellulare è diventato il centro delle attenzioni non solo degli utenti, ma anche dei provider: compagnie come Kena Mobile, non casualmente, disegnano delle offerte per telefono mobile pensate soprattutto per l’utilizzo dei dati. Infatti ormai gli utenti richiedono che il telefono sia predisposto anche con una connessione che lo renda davvero a tutti gli effetti un computer.

Internet: adulti più sprovveduti dei Millennials

Quando un virus attacca la popolazione, sono i più giovani a sviluppare per primi gli anticorpi per combatterlo. Pur non essendo un virus, questo riguarda anche Internet. Questo perché gli adulti, al contrario dei Millennials, si fanno prendere facilmente dal web, e non riescono a separarsene. I giovani, invece, hanno meno difficoltà nel saper gestire quella che per loro non rappresenta una novità, ma la normalità. Secondo gli psicologi, questo dipende dal fatto che gli adulti non sono nati con Internet e con lo smartphone: in sintesi, il loro è stato un approccio improvviso e privo di “formazione”. I ragazzi, invece, sanno gestire meglio il web e soprattutto sanno utilizzarlo in modo consapevole.

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