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Valmontone Hospital, Miele denuncia: “L’Amministrazione vuole una gestione clientelare”

Valmontone Hospital, Miele: "Nuova gestione sia fatta da persone competenti e non clientelare"

L’ex Sindaco di Valmontone, Angelo Miele, ha spiegato a 360 gradi la situazione legata al Valmontone Hospital e la bagarre politica che si è scatenata in questi giorni. Uno dei fulcri della vicenda è legato alla gestione della struttura, con parte della maggioranza comunale, guidata dal Sindaco Alberto Latini, intenzionata – secondo Miele – a inserire nei luoghi di comando persone “manovrabili”. Al contrario, parte della maggioranza e l’opposizione – con cui Miele si rispecchia in pieno in questa battaglia – vuole che la nuova gestione sia presa in carico da persone competenti, tramite una selezione pubblica. Perché ad Angelo Miele sta a cuore la questione Valmontone Hospital? Secondo le parole che il diretto interessato ha rilasciato, il primo dei motivi è che, da cittadino, pretende che la struttura funzioni e continui a funzionare. Il secondo – non meno importante – è che il fautore di questa esperienza considerata vincente è stato proprio lui. Infatti, fu proprio Angelo Miele, che allora era insignito della fascia tricolore di Sindaco, a favorire la nascita del nosocomio così come lo conosciamo oggi. Ripercorriamo brevemente la storia prima di ricollegarci alla stretta attualità, grazie alle sue parole, rilasciate in esclusiva a noi.

Prima del Valmontone Hospital
L’Ospedale Civile di Valmontone, sito in via Ariana, alla fine degli anni ’90 contava meno di 120 posti letto e ben 13 primari: più di uno per reparto. La sua gestione presentava dei punti di forte criticità aggravata da molti sprechi e disservizi. Tale situazione si protrasse fino ai primi anni del 2000, ovvero fino a quando si levarono da più parti voci decise a chiudere il nosocomio. Lo stesso Angelo Miele, contrario alla chiusura dell’Ospedale di Valmontone, predispose delle tende all’ingresso della struttura come presidio in difesa della stessa. Da una parte c’erano anche le proteste di chi era contro la chiusura dell’ospedale, perché, in maniera populistica, voleva mantenere i propri privilegi all’interno della struttura.

La nascita del Valmontone Hospital: dalla protesta alla proposta
I servizi forniti non erano considerati di qualità a causa degli sprechi e Miele, diventato primo cittadino di Valmontone nel 2002 alla testa di una lista civica, cerca una soluzione proponendo all’allora Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, l’attuazione di alcuni punti della Riforma Bindi mai sperimentati in Italia fino ad allora. La Riforma del Sistema Sanitario Nazionale, del 30 dicembre 1992 n. 502, varata dall’allora Ministro della Salute Rosy Bindi, affrontava con i commi 8 e 9 il tema della gestione delle strutture sanitarie. La Riforma consentiva – ‘in maniera rivoluzionaria’ secondo la definizione che ne dà lo stesso Miele (N.d.R) delle gestioni sperimentali miste: un mix fra pubblico e privato. Le modifiche avvennero in un anno in cui il contesto culturale legato al privato faceva paura. Tuttavia, la decisione si è resa necessaria dopo aver preso atto dei vari sprechi e disservizi della sanità pubblica, sia grande che piccola, e ottimizzare i servizi. Nel dicembre 2003 si arriva alla stesura di un Protocollo d’Intesa fra la Asl RM G e il Comune di Valmontone per la realizzazione di un progetto di sperimentazione gestionale per valorizzare i servizi sanitari per il territorio tramite la ristrutturazione e l’utilizzo dell’Ospedale Civile di via Ariana. Dopo aver individuato un partner privato attraverso una bando di gara, veniva costituita la società ‘Valmontone Hospital Spa’ pubblico-privata ma dove il pubblico deteneva le quote di maggioranza. Ai privati andò il 49% e l’Amministratore Delegato. Il 51% rimase pubblico. A tutt’oggi, il 52% delle prestazioni fornite riguardano clienti provenienti fuori dalla ASL ROMA 5: questo per far capire come il servizio funzioni bene e sia apprezzato anche dalle persone dei Comuni limitrofi. Gli utili di gestione sono 1 milione e 6/700mila netti. Ogni 1 gennaio, vengono collocate sul bilancio del Comune di Valmontone 350mila euro perché l’ospedale funziona precisa Miele. La Regione Lazio, tramite la ASL, fa più profitti: la struttura prima doveva essere finanziata per ogni inconveniente, mentre dalla nascita della ‘Valmontone Hospital Spa’, la Regione non ha speso più nulla per gestione e manutenzione. Inoltre, ha affittato l’immobile alla società che lo gestisce. Quindi, da molte spese, sprechi e servizi scadenti si è passati a utili e servizi di qualità. I numerosi fruitori quotidiani dei servizi dell’ospedale possono infatti testimoniare i brevi tempi di attesa e i costi contenuti, oltre che la professionalità dei dottori che vi lavorano e dei dipendenti.

Questa è dunque la storia della felice sperimentazione che ha generato i servizi di alta qualità forniti dal Valmontone Hospital, sin dalla sua nascita fino ai giorni nostri. Nel prossimo articolo, che verrà pubblicato a giorni, approfondiremo i motivi legati alla polemica che si è scatenata in questi giorni dal punto di vista di Miele.

Intanto, ci stiamo attivando anche per sentire le parti coinvolte dalle parole dell’ex Sindaco.

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