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Rapina all’ufficio postale di Acuto: arrestati gli autori. Previste rapine a Serrone e ad Anagni

Rapina all'ufficio postale di Acuto: arrestati gli autori. Previste rapine a Serrone e ad Anagni

Rapina all’Ufficio Postale di Acuto – Arrestati gli autori

Indagine De Regibus 5

Nelle prime ore di questa mattina, in Anagni, i militari della locale Compagnia davano esecuzione all’ordinanza di fermo di indiziato di delitto nei confronti di tre persone residenti nella città dei Papi gravemente indiziate della rapina commessa lo scorso 1° luglio in danno dell’ufficio postale di Acuto (FR). In quella circostanza i tre malviventi, di cui due con pregiudizi di Polizia per rapina, aspettarono l’arrivo del furgone portavalori che doveva consegnare il denaro contante per il pagamento delle pensioni. Dopo la consegna i tre malviventi, a bordo di una Fiat Uno rubata la sera precedente a Ferentino (FR), facevano irruzione all’interno dell’ufficio postale indossando passamontagna e, previa minaccia con coltelli, si impossessavano non solo delle due sacche consegnate dai vigilanti del furgone portavalori ma anche del denaro liquido che era nelle casse dandosi alla fuga. Alcuni anziani accusarono dei malori.

Gli operanti attuavano immediatamente il piano antirapina e, poco dopo, rinvenivano la Fiat Uno abbandonata sulla Strada Provinciale 157. Le iniziali difficoltà dovute al malfunzionamento delle telecamere di sorveglianza dell’ufficio postale venivano superate grazie all’ininterrotto lavoro dei militari, i quali attraverso l’attento esame delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza del comune di Acuto constatavano dei movimenti sospetti del conducente di una autovettura tipo Jeep che, prima della rapina, aveva fatto una ricognizione dei luoghi. L’auto era una De Regibus 5 di cui non si riusciva ad identificare alcuno dei 7 numeri della targa.

Attraverso un delicato lavoro di ripulitura del “frame” delle immagini delle telecamere di video sorveglianza posto in essere dai colleghi del RACIS di Roma, che riuscivano ad evidenziare le prime due lettere, iniziavano le indagini da parte dei Carabinieri di Anagni. E’ stato necessario fare uno screening di migliaia di autovetture e, grazie ad un meticoloso e paziente esame, è stato possibile evidenziare diverse anomalie che hanno permesso di concentrare l’attenzione sulle autovetture De Regibus 5. Quindi attraverso la richiesta alla società “DR Automobiles” con sede ad Isernia, si riusciva a “tracciare” tutte le autovetture acquistate in Italia per poi fare uno screening delle stesse. La sorpresa è stata quella di individuare un’auto simile a quella che aveva fatto una ricognizione a Roma e, attraverso servizi di pedinamento, si è scoperto che il proprietario, pur residente nella Capitale, era di fatto domiciliato ad Anagni. Persona che non aveva mai avuto alcun problema con la giustizia. Si scopriva, quindi, che detta autovettura era spesso guidata dalla sua compagna che vive ad Anagni. Pertanto, attraverso indagini tecniche, pedinamenti, osservazioni e controlli, si riusciva a scoprire che gli autori della rapina ad Acuto, che aveva loro fruttato oltre 100.000,00 euro, erano la sua compagna, Parrinello Sonia – napoletana del 1970 trapiantata in Anagni – che aveva il compito di fare l’autista ed attendere i complici a bordo della macchina pulita, Rosmino Antonio – napoletano del 1975 anche lui residente in Anagni – e Toma Edmir – albanese del 1992 domiciliato nella Città dei Papi – entrambi con pregiudizi di Polizia per rapina.

Il provvedimento di Fermo di indiziato di delitto firmato dal Pubblico Ministero dottor Adolfo Coletta si è reso necessario in quanto i tre malviventi si stavano organizzando per commettere a giorni una rapina, anche con l’uso di armi da fuoco, negli uffici postali di Anagni e Serrone (FR). Il P.M., dottor Coletta, condividendo la tesi investigativa degli uomini del Nucleo Operativo della Compagnia collaboratori dai colleghi della Stazione di Acuto, al fine di evitare che detti rapinatori perpetrassero dette azioni delittuose e per evitare inutili probabili conflitti a fuoco con i militari emetteva il decreto di fermo.

Nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria è stata rinvenuta la somma complessiva di Euro 12.000,00 in denaro contante e, celata all’interno dell’abitazione di Parrinello Sonia, una pistola Beretta con relativo munizionamento risultata oggetto di furto commesso nel gennaio 2015 a Maddaloni (CE), tutto sottoposto a sequestro. L’arma rinvenuta sarà sottoposta ad approfonditi accertamenti per verificare se è stata utilizzata anche in altri episodi delittuosi.

Gli arrestati sono stato tradotti presso le Case Circondariali di Roma Rebibbia e Frosinone a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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