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Published on luglio 12th, 2017 | by Redazione

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A Labico la prima presentazione del libro di Tullio Berlenghi “Alle Colonne D’Ercole”

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2300 chilometri. Una bicicletta. Una bella dose di coraggio, follia e determinazione. Così si può riassumere il viaggio di Tullio Berlenghi (ambientalista, scrittore ed esperto di diritto ambientale), che nel maggio 2016, con la sola compagnia della sua Cannondale M 700, è partito da Genova alla volta delle Colonne D’Ercole. Il limite. Il confine. Da oltrepassare.

Da quell’avventura, durata circa un mese, è nato un diario di viaggio che, tappa dopo tappa, ripercorre le strade dei sette stati attraversati da Tullio e dalla sua mountan bike, le sue sensazioni, i suoi timori, ma anche le sue riflessioni sul mondo, sulla mobilità, sulla giustizia, sulla parità di genere, tutto accompagnato dall’ironia che contraddistingue la sua scrittura.

Non manca la descrizione dei diversi paesaggi attraversati: il mare di Genova e della costa azzurra, le montagne innevate dei Pirenei, il paesaggio lunare dell’entroterra spagnolo, i romantici tramonti della costa del sole.

Tantissimi ingredienti, quindi, a cui si sono aggiunte le immagini della disegnatrice Cristina Marsili e qualche scatto fotografico dello stesso Berlenghi.

La prima presentazione del libro, edito dalla Dei Merangoli, è prevista per sabato 22 luglio, dalle ore 18 a Labico – RM. Oltre all’autore interverranno Anna Donati, Alleanza Mobilità Dolce e Maurizio Spezzano, Assessore all’ambiente e all’urbanistica del Comune di Labico.

L’evento, organizzato dall’Associazione Labicocca, prevede anche momenti di lettura e un accompagnamento musicale.

Blog dell’autore: https://allecolonnedercole.com/

 

SINOSSI DEL LIBRO:

“Alle Colonne d’Ercole è la realizzazione di un sogno. Tullio è un appassionato di bici, di ambiente, di bellezza, di fotografia, di viaggi, forse della vita, la cui quotidianità regala frammenti da dedicare all’evasione, ma che difficilmente si riescono a mettere insieme per provare a dare corpo ad un progetto un po’ più ambizioso. Il caso vuole che si ritrovi un mese a disposizione. Libero da qualsiasi impegno. Un foglio bianco da imbrattare come meglio crede. Cosa decide di fare a questo punto, Tullio? Disegna un puntino a destra del foglio e ci scrive “Genova”, ne disegna un altro a sinistra del foglio (un po’ più in basso del primo) e ci scrive “Colonne d’Ercole”, poi li unisce con una linea sgangherata che attraversa sette stati, due catene montuose, valli, boschi, laghi, paludi, aree protette, città, paesi, zone industriali… per 2300 chilometri fino ad arrivare allo Stretto di Gibilterra, dove una volta finiva il mondo conosciuto. Tullio la percorre tutta quella linea, da solo, con la sua vecchia mountain bike del 1994 e racconta il suo viaggio in un blog, che diventa uno strampalato diario in cui mescola il racconto delle emozioni della strada, dei paesaggi e degli incontri a disordinati pensieri in fuga. Come la sua, del resto. Una fuga solitaria di 2300 chilometri”.


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