Politica

Inceneritori di Colleferro, Ciacciarelli (FI): “Regione cieca davanti all’emergenza ambientale”

Condividi su Facebook Condividi su Whatsapp Condividi su Telegram Condividi su Twitter Condividi su Email Condividi su Linkedin
sora ss trinità

Attraverso una nota stampa, il Coordinatore Provinciale di FI Pasquale Ciacciarelli torna sulla questione del revamping degli inceneritori a Colleferro.

“L’intervento dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, attiva nella segnalazione e discussione delle problematiche ambientali che attanagliano il nostro territorio provinciale, sulle drammatiche conseguenze sanitarie che si prospettano dinanzi all’ampliamento dell’inceneritore di Colleferro disposto dalla Regione Lazio, fa riflettere, e non poco, in quanto accende i riflettori sull’emergenza sanitario ambientale che il nostro territorio vive.

La Valle del Sacco, per sua stessa morfologia, risulta essere una sorta di conca chiusa, ove le polveri sottili ristagnano per mancanza di venti ad alta quota. Secondo l’Arpa Lazio, quindi secondo la stessa Regione, nella Valle ha luogo un fenomeno denominato effetto pendolo, secondo cui le polveri sottili quotidianamente seguono un percorso che spazia da Nord a Sud della provincia, tornando indietro in un arco temporale di 24 ore.

Ora mi chiedo, come può la Regione constatare l’esistenza del fenomeno e poi autorizzare, in un secondo momento, l’ampliamento dell’inceneritore di Colleferro, essendo conscia dell’aggravamento che una simile scelta comporterà alla già precaria condizione ambientale della provincia di Frosinone? Può la Regione, come ente territoriale, ammettere con una mano l’emergenza ambientale e con l’altra fingere di non saperlo, o semplicemente sorvolare con superficialità, rilasciando simili autorizzazioni?

Credo che sia necessaria, anzi doverosa, maggior coerenza e rispetto nell’amministrazione del territorio, lo si deve alla nostra Terra ed ai cittadini che la abitano, che hanno scelto volontariamente di continuare ad abitare anche i siti più compromessi dagli ecoreati. La Valle del Sacco è già satura di polveri sottili, parlo di pm 10, ma anche di pm 2,5 ed è provato che la circolazione di dette polveri, dovuta alla combustione, è alla base dell’insorgenza di patologie tumorali, dell’apparato respiratorio, e del sistema linfatico. I dati sull’incidenza di simili patologie nel nostro territorio ed in particolare nella Valle del Sacco sono allarmanti, pertanto la Regione non può non tenerne conto, fingendo cecità dinanzi ad una realtà inequivocabile”.