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L’otto per rifiutarli: pubblicato manifesto e programma ufficiale del corteo di Colleferro

Colleferro, 8 luglio 2017: salviamo una data nella nostra memoria

Da giorni Colleferro è in fermento. Le divisioni sono nette. Chi si agita per mostrare la sua voglia di partecipazione alla manifestazione dell’8 luglio anti riapertura inceneritori, ma anche chi ritiene che sia inutile o abbia scopi differenti da quello di voler evitare il revamping (ammodernamento) dei termovalorizzatori. Fondamentalmente, alcune fazioni politiche avevano timore che la manifestazione si trasformasse in una rivolta contro di loro o in una strenua difesa politica delle attuali Amministrazioni: tranquilli, non sarà nulla di ciò.

Ieri è uscito il manifesto ufficiale dell’evento e anche il programma. Nel manifesto è possibile vedere alcuni dati e chi cercava risposta a molte domande la troverà l’otto luglio. Il corteo prevede il concentramento dei manifestanti alle ore 16. Partirà da Piazza della Repubblica, attraverserà corso Filippo Turati, passerà per Piazza Aldo Moro, scorrerà su Corso Garibaldi, attraverserà via Sabotino e arriverà al piazzale di Colleferro Scalo, quartiere dove sorgono i due inceneritori. Al termine del corteo, una volta radunati tutti nel piazzale dello Scalo, degli interventi esplicheranno i contenuti di questa mobilitazione, vagliando i passi da intraprendere per arrivare a vincere la battaglia.

Questo il programma del corteo a cui parteciperanno molte associazioni, liberi cittadini e politici. Attenzione, però: chi pensava (sperava?) che fosse soltanto una passerella di stampo elettorale, ricordiamo che sarà vietato non solo l’intervento ai politici, ma sarà vietata anche ogni bandiera di partito e di sindacato. Questo tanto per far capire che i cittadini e le associazioni che sfileranno hanno ben chiare le colpe.
A proposito di divisione di colpe, vengono ricordate nel comunicato ufficiale rilasciato poche ore fa da Retuvasa: un’associazione che da sempre è stata al di sopra delle parti. In tal modo, si spera che una volta per tutte sia chiarita la divisione di chi ha contribuito a questo peggioramento della situazione. Se poi qualcuno volesse rigettarle, daremo spazio alle sue argomentazioni.

1) La principale responsabilità di questa situazione è da ascrivere sia alla Regione Lazio, con la delibera sul Fabbisogno impiantistico, che al Governo, con il decreto Sblocca Italia,  che impone il riavvio degli inceneritori di Colle Sughero. Decisione quella della Regione Lazio reiterata con parere positivo nella Conferenza Stato Regioni, specifica sul tema. La Regione a chiusura del ciclo ha stanziato a dicembre 2016 nel bilancio di previsione per il 2017, i fondi necessari alla ristrutturazione degli inceneritori attraverso la ricapitalizzazione di Lazio Ambiente SpA, di cui è proprietaria al 100%.

2) L’amministrazione capitolina, a sua volta, sempre nel dicembre 2016, non si è distaccata da questa decisione ed ha completato il finanziamento della ristrutturazione tramite la società AMA, che è proprietaria del 40% di uno dei due inceneritori.

3) Alle Amministrazioni locali, anche a quelle che si dichiarano contro gli inceneritori, segnaliamo il grave ritardo col quale affrontano oggi il tema della costruzione su un territorio ampio di un sistema integrato dei rifiuti, dalla raccolta agli impianti, per la definitiva chiusura del ciclo, cosa che non si realizza in sei mesi e con un pugno di Amministrazioni.

Badate bene. Parliamo delle colpe riguardanti questa situazione per la quale si manifesta: chi ha causato il problema a monte, si proclama assolto, e lancia moniti, ha la memoria breve. Così come chi continua a difenderli sul tema.
Per fortuna, non tutti i cittadini hanno gli stessi deficit di memoria a lungo termine.

Intanto, è notizia di ieri della riunione che si terrà il 4 luglio. Alle ore 14, presso l’assessorato regionale all’Ambiente, sono invitati il Ministero dell’Ambiente, il Sindaco della Città Metropolitana, la Società Lazio Ambiente, la Ep Sistemi e i primi cittadini della Valle del Sacco per valutare la situazione del revamping e le successive determinazioni per lo smaltimento del combustile derivato dal trattamento da rifiuto indifferenziato.

Da questa riunione, si spera che escano fuori buone notizie per tutti i cittadini della Valle del Sacco. La notizia più bella per tutti sarebbe infatti quella dell’annullamento della manifestazione dell’8 luglio: significherebbe che il tam tam in rete ha funzionato e i principali colpevoli del revamping, probabilmente di fronte a un futuro duro colpo elettorale, hanno cambiato idea.

Ricordiamo che all’evento saremo presenti noi, ma anche i grandi media nazionali, quali Rai News e SkyTG 24, per raccontare la giornata dal punto di vista dei manifestanti.

Di seguito, il manifesto ufficiale.

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