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Addio a Riccardo Garrone: il popolare attore romano è morto a Milano all’età di 89 anni (VIDEO)

Il mondo del cinema piange la scomparsa di Riccardo Garrone, il popolare attore romano morto nella mattinata odierna in un ospedale di Milano. C’è chi lo ricorderà nella figura del geometra Calboni, nel quale è subentrato nel 1983 in seguito alla scomparsa di Giuseppe Anatrelli, chi invece come il San Pietro della pubblicità Lavazza, ruolo ricoperto per quasi venti anni, dal 1995 al 2014. Di ruoli importanti, Garrone ne ha ricoperti molti durante la sua lunga carriera di attore e risulta difficile menzionarlo con un etichetta precisa, perché la sua naturale ironia, unita alle grandi doti mostrate davanti la macchina da presa, lo ha aiutato a conquistare una popolarità che trascendeva dall’interpretazione di un singolo personaggio.

Il suo percorso inizia nel 1949, quando frequenta l’accademia nazionale d’Arte Drammatica «Silvio D’Amico», e nello stesso anno esordisce al cinema con Adamo ed Eva di Mario Mattioli. È lui per primo che ne intuisce le qualità e lo sceglierà in seguito per diversi altri ruoli, il primo dei quali sarà l’ufficiale delle guardie in Due notti con Cleopatra del 1953. Per la bella presenza e la recitazione misurata, verrà in genere destinato a ruoli di giovane elegante, simpatico e talvolta un po’ disonesto.

La sua naturale ironia gli permetterà di interpretare una notevole quantità di personaggi comici, tra i quali ricordiamo il prete don Fulgenzio in Venezia, la luna e tu, il fusto in Belle ma povere il poliziotto in Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo. Non sfigura però nei ruoli drammatici, come ne Il bidone e La dolce vita di Federico Fellini, La romana di Luigi Zampa e La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini.

Nel 1950 aveva iniziato a lavorare anche in teatro, prima con la compagnia Gassman-Torrieri-Zareschi, poi anche con la compagnia Morelli-Stoppa diretta da Luchino Visconti; ma per tutti gli anni cinquanta, sessanta e settanta lavora intensivamente per il grande schermo, comparendo non solo in pellicole d’autore, ma anche in numerosissimi B-movie (comici, horror, spaghetti-western, commedie scollacciate). Nel 1974 si cimenta anche nella regia con due film a basso costo, La mafia mi fa un baffo (parodia de Il padrino) e la commedia sexy La commessa, entrambi usciti nelle sale l’anno successivo.

Attivo anche nel doppiaggio, Garrone presta la voce a numerosi personaggi di telefilm americani e compare anche in produzioni televisive (Scaramouche, Il triangolo rosso, Lui e lei, Un medico in famiglia). Nel 1983 Garrone ha interpretato, nel film Fantozzi subisce ancora (il quarto dell’intera saga di Fantozzi), il personaggio del geometra Calboni, che precedentemente aveva avuto il volto di Giuseppe Anatrelli. Quest’ultimo era deceduto due anni prima dell’uscita del film. Dopo il quinto film Il Geometra Calboni con il volto di Garrone, il personaggio verrà cancellato dalla serie.

In teatro, dal 1987 al 1991 collabora con la compagnia di Antonella Steni. Nel 1990 lavora al Teatro Sistina interpretando lacommedia musicale Aggiungi un posto a tavola nella parte della voce di Dio. Dopo quasi sessant’anni di attività, la sua popolarità è tornata a crescere con gli spot pubblicitari per Luigi Lavazza S.p.A. nel ruolo di san Pietro, interpretato dal 1995 al 2014, in compagnia dapprima di Tullio Solenghi (1995-1999), poi di Paolo Bonolis e Luca Laurenti (2000-2011) ed infine di Enrico Brignano (2012-2014); nel 2014 viene sostituito proprio da Tullio Solenghi nel ruolo di san Pietro. Nel 1998 interpreta il ruolo di Nicola Solari nella serie televisiva Un medico in famiglia. Tornerà ad indossare i panni di Nicola Solari nel 2004, nella quarta stagione di Un medico in famiglia, ma prenderà parte solo a due episodi. Nel 2010 presta la voce al malvagio orsacchiotto Lotso nel film Toy Story 3 – La grande fuga. Nel 2014 data la sua età oramai molto avanzata si ritira dall’attività. Muore il 14 marzo 2016 a 89 anni.

(fonte: Wikipedia)

Di seguito, un video con una delle sue battute più popolari, tratto dal film “Vacanze di Natale”