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Genzano, il sindaco Lorenzon sul Piano Salute: “Per noi è una priorità”

“Entro la fine del 2017 sarà inaugurato il Policlinico dei Castelli, ospedale che sostituirà quelli di Albano, Ariccia e  Genzano, che saranno destinati ad altre attività, e avrà la capacità di risposta complessiva alle situazioni di emergenza-urgenza. Il nostro impegno è di non far chiudere il presidio ospedaliero di Genzano – da anni specializzato nell’indirizzo materno infantile mediante collaborazioni strutturate con enti di rilievo nazionale e internazionale – mantenendo rapporti con l’Azienda sanitaria locale.

Ad oggi siamo impegnati nella formazione di un gruppo di lavoro composto da due referenti per le amministrazioni locali e due per l’Asl. Mi adopererò per l’istituzione di un tavolo tecnico con tutti i Direttori Generali e i Dirigenti degli Ospedali dei Castelli Romani per concordare gli scenari futuri che si determineranno dalla vicinanza dei due ospedali: e l’istituzione di questo gruppo di lavoro rappresenta proprio un primo passo in questa direzione.

Nelle ultime settimane abbiamo partecipato a due incontri con il direttore sanitario, Narciso Mostarda, a uno dei quali – oltre a noi – hanno preso parte tutti i sindaci coinvolti. Da tali incontri sono emerse due linee di intervento: la prima è di tenere l’ospedale diurno senza degenza; la seconda – che ho proposto personalmente – è di considerare la storia della nostra città e del nostro ospedale, ma soprattutto le esigenze dei nostri concittadini e di pensare alla realizzazione di un centro nascite in un’ottica di prevenzione, come se fosse un vero e proprio ospedale classico e di un consultorio materno e infantile, che supporti le neomamme non soltanto durante la gravidanza, ma anche durante i primi giorni di vita del bambino”.

E’ quanto afferma il sindaco di Genzano di Roma, Daniele Lorenzon, durante il suo intervento al convegno ‘Libro bianco. L’uomo al centro della salute’ in corso a Genzano.

“La nostra idea di fondo è di favorire un percorso che valorizzi il parto naturale, tutelando i diritti della donna e garantendole la libertà di scelta. Stando ai dati dell’Istat, in Italia la percentuale di parti cesarei è del 36,3 per cento, oltre il doppio di quella raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, e superiore di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media dell’Unione europea. Basti pensare che solo nel Lazio si registra un 39 per cento – prosegue il primo cittadino –.

In Parlamento lo scorso gennaio è finalmente iniziato l’iter in commissione Affari sociali della Camera della proposta di legge a prima firma Vega Colonnese recante proprio Disposizioni per la promozione del parto naturale e la riduzione del ricorso al parto cesareo mediante iniziative di informazione e la formazione del personale medico e sanitario.

Spesso il ricorso al taglio cesareo è del tutto ingiustificato, fatta eccezione dei casi in cui questo sia effettivamente indispensabile per la tutela della salute della donna e del nascituro. Oltre alle motivazioni di carattere sanitario, non possiamo nemmeno trascurare la ricaduta economica sul singolo cittadino e sulla collettività della medicalizzazione del parto: motivo in più per chiedere con forza una normativa a livello regionale che riconosca e tuteli i diritti della donna partoriente”.

Durante il suo intervento, Lorenzon annuncia che “è nostra intenzione istituire una commissione tecnica per raccogliere dati specifici sulle esigenze del nostro territorio in materia di sanità, con particolare attenzione alla vocazione delle strutture già presenti nel nostro territorio. Ad oggi non esistono dati aggiornati sul nostro Comune, per questo è necessario avviare uno strumento che li raccolga”.

“Un altro tema importante di cui ci stiamo occupando riguarda i defibrillatori, il cui utilizzo come sapete è consentito al personale non sanitario purché abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare – rileva il sindaco di Genzano di Roma –. La formazione del personale è assolutamente necessaria, per questo è nostra intenzione organizzare una giornata di informazione con un corso di primo soccorso tenuto proprio dal professor Di Domenica, che si è offerto personalmente, e fare in modo che almeno quattro persone prendano il patentino di abilitazione all’utilizzo del defibrillatore e che i software di utilizzo siano revisionati. In questa prima fase ci occuperemo di verificare a livello locale se le associazioni sportive o le scuole siano già in possesso dei defibrillatori e se ci sia personale abilitato per utilizzarli”.

“Infine, volevo ricordare che stiamo valutando la possibilità di partecipare insieme agli altri Comuni a progetti regionali e comunitari per l’accesso ai Fondi europei. La salute dei nostri cittadini è per noi, per me, una priorità”, conclude Lorenzon.