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Colleferro, Santori presenta un’interrogazione al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio per chiarimenti sulla situazione dell’Ospedale Parodi Delfino

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Il sottoscritto Consigliere Regionale, Fabrizio Santori:

 Premesso che

L’Ospedale L. P. Delfino di Colleferro continua a sopportare gravi disagi per la carenza di personale, di apparecchiature sanitarie, riduzione di posti letti e mobilità passiva;

il territorio da tempo attende la designazione del Direttore sanitario e la nomina di primari di ruolo per i reparti di cardiologia, chirurgia, ortopedia, urologia, otorinolaringoiatria, pronto soccorso, radiologia. Risulterebbero rimasti in servizio solo i primari di medicina, dialisi e laboratorio analisi;

 Considerato che

I 9 medici incaricati di recente hanno sostituito esclusivamente  il personale in pensionamento e/o trasferito dei reparti di cardiologia, chirurgia, ortopedia, medicina, urologia, laboratorio analisi, emoteca, anatomia patologica, otorino, ecc. Non sono stati assegnati medici radiologi e soprattutto di laboratorio analisi;

Solo immediati concorsi e/o assunzioni in deroga possono evitare la paralisi dell’Ospedale, il blocco dell’attività elettiva, la riduzione del rischio clinico, condizioni di lavoro più sicure e garantire i livelli essenziali di assistenza. Protrarre oltre il disinvolto ricorso alla mobilità significa sacrificare qualità e sicurezza delle prestazioni.

E’ in funzione solo una sala operatoria per mancanza di anestesisti.

La proposta del Nuovo Atto Aziendale sembrerebbe non prevedere interventi sufficienti a fare dell’Ospedale di Colleferro un Polo pubblico di eccellenza. Si prospetta infatti l’istituzione di due Poli ospedalieri, Tivoli con Monterotondo e Subiaco, e Palestrina con Colleferro;

secondo i comitati e le associazioni territoriali occorrerebbe invece creare un Polo unico con alcune qualificate specialità a servizio dei territori a sud della Regione: un Polo chirurgico a Colleferro e, di contro, un Polo medico a Palestrina, dove trasferire i reparti di pertinenza appunto medica (riabilitazione, lungodegenza, geriatria, postacuzie, ecc.);

questa razionalizzazione permetterebbe alla ASL RM 5 di conseguire enormi economie di scala da reinvestire in nuove offerte sanitarie. Al contrario, il Nuovo Atto Aziendale sembrerebbe insiste nel mantenere reparti “doppioni”;

la carenza di organico sarebbe uno dei motivi principali del ritardo dell’apertura e dell’avvio delle attività della Nuova Ala dell’Ospedale di Colleferro, di cui da tempo i cittadini chiedono di conoscere il progetto e la dotazione di personale;

il Nuovo Atto aziendale non colma la carenza di posti letto, soppressi dopo la chiusura in questi ultimi anni di 3 Ospedali: Valmontone, Zagarolo ed Anagni, decisione  che stride  con i bisogni di assistenza di Colleferro e della valle del Sacco, inserita nel SIN, per i gravi danni di tipo sanitario ed ambientale del territorio;

Atteso che la riorganizzazione dei presidi sanitari vuole salvaguardare le specificità territoriali – si legge nel Nuovo Atto Aziendale – per il superamento delle criticità rilevate, la rete ospedaliera del nostro distretto dovrebbe prevedere:

  • una UOC di laboratorio analisi per rispondere alle attività chirurgiche, come deliberato dal Presidente Zingaretti, il quale aveva stabilito che i due Servizi – Colleferro e Tivoli – dovessero svolgere la stessa attività con pari dignità;
  • un Servizio di Anatomia patologica con relativa dotazione organica per svolgere attività funzionali a tutti i Reparti;
  • un Servizio di Emoteca h 24 per evitare rischi per i pazienti durante le emergenze-urgenze legati alla perdita di tempo tra l’andata e il ritorno del mezzo per il prelievo del sangue all’Ospedale di Tivoli; una UOC di Dialisi che ricomprenda la Nefrologia;
  • un Servizio di Endoscopia h 24 per fornire indagini adeguate alle varie UOC evitando peregrinazioni indecenti specie per i pazienti anziani;
  • un Reparto di Neurologia e sblocco delle assunzioni con deroghe come previsto dall’Accordo del 5 luglio 2015; il reintegro dei 4 reparti materno infantili.

Questo trasformerebbe l’Ospedale di Colleferro in un Polo chirurgico rispondente per qualità e sicurezza ai bisogni del comprensorio ed eleverebbe quello di Palestrina a Polo medico dotato di reparti attualmente mancanti nell’Azienda sanitaria, costretta, con aggravio di costi, a rivolgersi a strutture private di lungodegenza, geriatria, postacuzie, riabilitazione, ecc;

Premesso e considerato tutto ciò

interroga il Presidente della Giunta della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti al fine di sapere

fino a quando resteranno sospesi gli interventi chirurgici e continuerà l’approvvigionamento di sangue dalla sede di Tivoli;

i motivi per cui non è stato ripristinato il centro prelievi, sospeso per i lavori della Nuova Ala, quando prima ne funzionavano due , ovvero Ospedale e Distretto sanitario;

i motivi per cui per fare la risonanza magnetica nucleare i degenti devono essere trasportati all’Ospedale di Tivoli o di Guidonia e non ci si rivolge al presidio sanitario di Via Ariana a Valmontone;

i motivi per cui non si sta dando seguito agli impegni presi di fronte ai Sindaci del territorio con il Dott. D’Amato il 5 luglio 2015, relativamente ai ambulatori di Pediatria e Ginecologia aperti 6 giorni su 7; servizio di monitoraggio per la mamma di Cardiotocografia fetale; medicina d’urgenza e osservazione breve con medici e infermieri per 6 posti letto mancanti; Reparto di neurologia con 10 posti letto; inserimento nella Rete Emergenze del 118 della terapia intensiva; sblocco assunzioni con deroghe per Cardiologia e Neurologia; laboratorio analisi; Centro Trasfusionale;

se corrisponde al vero che la carenza di organico sarebbe uno dei motivi principali del ritardo dell’apertura e dell’avvio delle attività della Nuova Ala dell’Ospedale di Colleferro;

se è intenzione di questa Amministrazione creare un Polo unico con alcune qualificate specialità a servizio dei territori a sud della Regione: un Polo chirurgico a Colleferro e, di contro, un Polo medico a Palestrina, dove trasferire i reparti di pertinenza, idoneo a creare tangibili economie di scala da reinvestire in nuove offerte sanitarie sul territorio”.

Fabrizio Santori

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