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Altaroma: la moda di gennaio nella Capitale sono i giovani talenti (FOTO)

Altaroma: la moda di gennaio nella Capitale sono i giovani talenti

Si è appena chiusa l’ultima edizione di Altaroma, la settimana della moda della capitale che ha avuto luogo tra il 26 e il 29 gennaio 2017 con un serie di eventi sparsi per la città e un’ esposizione fissa allestita negli spazi del Guido Reni District.

Tra qualche critica per l’assenza di alcune delle firme più prestigiose che avevano partecipato negli anni passati, Altaroma si è distinta anche quest’anno per originalità ed estro creativo. Un’edizione che forse è stata meno pubblicizzata di quelle passate; un vero peccato perché ha visto confrontarsi talenti emergenti in ogni campo, non solo quello della moda.

Il concorso chiave della manifestazione è stato “ Who Is On next?”, il progetto di scouting realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia, che ha premiato con l’esposizione dei progetti finalisti dell’ultima edizione.  Akhal Tekè, Azzurra Gronchi, Damico Milano, Ioanna Solea, Lodovico Zordanazzo, Pugnetti Parma e Schield, hanno avuto l’opportunità di presentare i loro lavori durante a settimana della moda capitolina. I loro magnifici accessori sono stati messi in mostra grazie ad un suggestivo allestimento originale creato per loro da Federica Batta, una studentessa del Master in Exhibit & Public Design, del Dipartimento di Pianificazione Design Tecnologia dell’Architettura della “Sapienza” Università di Roma. Il suo progetto è stato selezionato tra gli undici presentati, dai docenti Marco Bevilacqua e Adriano Caputo.

Il padiglione realizzato presso il Guido Reni District grazie alla collaborazione dell’università e progettato da Federica Batta, è un labirinto specchiato in cui il visitatore a tratti si perde, ritrovandosi poi grazie alle luci forti che dall’alto illuminano i veri protagonisti dell’esposizione: gli accessori. Ogni designer ha a disposizione un angolo di questo labirinto, in modo che i loro lavori siano chiaramente distinti gli uni dagli altri e messi in risalto nella loro unicità.  – Volevo creare per ogni singolo stilista un proprio ambiente, il tutto enfatizzato da queste luci e dagli specchi che formano un labirinto e che riproducono all’inifinito l’oggetto, il vero protagonista di questa esposizione dedicata a Who is on the next?… Il mio scopo è stato puntare sulla semplicità e sull’eleganza, anche grazie alla disposizioni delle luci: oltre a quelle zenitali che illuminano direttamente gli accessori, ci sono delle luci che investono il pubblico per estraniarlo, in modo che risaltino ancora di più i prodotti di design. Il visitatore quando entra inizia il percorso da dove vuole, senza essere instradato in un itinerario, in modo che si “perda” nel labirinto.  ̶  Questa la spiegazione dell’architetto F.Batta, la studentessa responsabile di questo mirabile allestimento.

Un altro salone espositivo molto suggestivo è quello realizzato di The secret of couture”  in cui sono stati esposti alcuni dei modelli più esclusivi di Bazaza, Antonio Grimaldi, Krikor Jabotian e Aouadi Paris, i quattro interpreti internazionali, scelti tra i creatori italiani e stranieri più stimati del momento.  Uno spazio suggestivo realizzato attraverso un gioco di proiezioni, effetti sonori  e di video che accompagnano il visitatore in un crescendo di pathos.

Altaroma non è stata solo la mostra al Guido Reni District, vari eventi sparsi nella città si sono susseguiti per tutto il mese di gennaio, come l’Evento Coin Excelsior ( 27 gennaio) .  Una suggestiva performance artistica di danza in store, in cui si sono esibite 12 modelle danzatrici professioniste con indosso le creazioni di NO KA ‘OI e Giannico.

Un’edizione all’insegna dello scouting di giovani talenti, designer, architetti, stilisti… come si desume anche dalla forte presenza dei lavori di istituzioni scolastiche come lo Ied, l’Accademia della moda e del costume e delle Belle arti. È stato sicuramente interessante osservare le nuove tendenze e  le idee di queste promesse e ancor più comprendere quanto la moda e l’arte si influenzino e si completino a vicenda, abbattendo i confini che le delineano.

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