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Recensione Arrival: gli alieni tornano nelle sale

Recensione Arrival: gli alieni tornano nelle sale

Arrival è un film di fantascienza che affronta nuovamente il tema dedicato al contatto tra terrestri e alieni. Leggiamo insieme sinossi e recensione per scoprire se il film di Villeneuve merita di essere visto al cinema. Il 19 gennaio uscirà nelle principali sale questo film molto atteso dagli appassionati del genere. Leggiamo insieme la trama, senza spoiler.

LA TRAMA

Nei cieli appaiono improvvisamente dodici navi aliene. La linguista Louise viene reclutata dall’esercito degli Stati Uniti così come il fisico teorico Ian Donnelly. Devono penetrare uno dei monoliti sospesi in aria per avere un primo contatto con gli alieni e capire quali sono le loro intenzioni. La protagonista dovrà sudare non poco per arrivare a decifrare il linguaggio alieno. La missione non sarà priva di insidie e il dubbio attanaglia tutti: sono buoni o cattivi?

LA RECENSIONE

Difficile non pensare al quadro del surrealista belga Renè Magritte Castle in the Pyrenees (non a caso utilizzato come copertina di una delle edizioni de Il castello di Kafka) quando si guardano le astronavi aliene di Arrival. Il titolo è stato già utilizzato da un film di fantascienza mediocre con protagonista Charlie Sheen, distribuito anche in Italia, ma mai arrivato nei cinema nostrani. Il dubbio è presto risolto: questo prodotto è di gran lunga superiore. Il tema del contatto tra esseri umani e alieni è da sempre stato battuto nel cinema e negli altri media. Difficile applicare qualcosa di innovativo. Tuttavia, il regista Denis Villeneuve è riuscito nell’impresa. Il cineasta canadese è riuscito a mescolare sapientemente il meglio del genere ispirandosi a Spielberg e Zemeckis. Dimenticatevi dunque scontri colossali alla Independence day. Il film è un dramma fantascientifico intimista che strizza l’occhio a 2000 odissea nello spazio con l’idea dei monoliti.
La fantascienza, come talvolta l’horror ha il grande dono di ascrivere le tematiche all’attualità, superando le barriere della razionalità. In questo caso la comunicazione è centrale nel film e quanto mai si tratta di un topic centrale nella nostra società. Capire il punto di vista dell’Altro, mettersi nei suoi panni (se state pensando a uno dei famosi discorsi de La guida galattica per gli autostoppisti, la citazione è voluta) e dialogare civilmente confrontandosi sui temi. Cosa assai difficile nell’era del web 2.0.

Tavolta, il rischio della pellicola è quello di perdersi in sbocchi filosofici e potrebbe annoiare chi si aspetta un film classico del genere e la tensione la fa da padrone. Fotografia e montaggio sono curati nei minimi particolari e la protagonista Amy Adams è perfetta per il suo ruolo. La nostra recensione lo premia a pieni voti.
Di seguito, l’intrigante trailer in italiano del film.