Cronaca

Sequestrati oltre 85 chili di droga al porto di Civitavecchia

Condividi su Facebook Condividi su Whatsapp Condividi su Telegram Condividi su Twitter Condividi su Email Condividi su Linkedin
frosinone marijuana hashish negozio

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato presso il porto di Civitavecchia oltre 85 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra marijuana e cocaina, traendo in arresto un autotrasportatore di nazionalità bulgara.

L’operazione, condotta dai militari del Gruppo di Civitavecchia e dal personale dell’Ufficio ADM Lazio 3 – sede
di Civitavecchia, è stata portata a termine durante i controlli sui passeggeri e sui mezzi sbarcati dalla motonave
proveniente da Barcellona.

L’analisi dei rischi effettuata dai militari sui passeggeri e sugli autotrasportatori in sbarco, corroborata anche dal supporto informativo del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, nonché l’atteggiamento guardingo assunto dal conducente durante la verifica documentale hanno indotto gli operanti ad approfondire l’ispezione, procedendo allo svuotamento del carico trasportato.

A quel punto, l’esame visivo è stato integrato dall’intervento delle unità cinofile antidroga delle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino.

Grazie al loro formidabile fiuto, i cani “Ice” e “Frida” hanno prontamente segnalato la presenza di stupefacenti nella parte inferiore del semirimorchio, orientando le verifiche verso un doppiofondo ricavato nel pianale.

All’interno del vano sono state rinvenute, abilmente occultate, 53 buste sottovuoto contenenti marijuana e 26 panetti di cocaina, per un peso complessivo superiore a 85 chilogrammi: un carico illecito dal valore stimato di
oltre 3 milioni di euro.

L’autotrasportatore è stato arrestato per traffico internazionale di sostanze stupefacenti e associato presso la Casa Circondariale di Civitavecchia, a disposizione della locale Procura della Repubblica.

L’intervento si inquadra nel dispositivo di presidio doganale, operativo con continuità presso lo scalo portuale di
Civitavecchia attraverso l’integrazione tra l’attività di analisi di rischio condotte in sinergia dalla Guardia di Finanza, anche l’impiego delle unità cinofile, e dall’ADM.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari; per l’indagato vale il principio di presunzione
di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.