Attualità Cronaca

Ceccano, individuata una discarica abusiva: identificato il responsabile

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Nella giornata del 19 giugno, durante una perlustrazione del territorio e nel corso delle ordinarie attività di pulizia e manutenzione del verde, la Polizia Locale di Ceccano ha individuato una discarica abusiva in via Mulino San Rocco.

I dettagli

Gli agenti sono intervenuti tempestivamente, provvedendo a circoscrivere e mettere in sicurezza l’area. Le attività investigative hanno consentito di identificare il responsabile dell’abbandono illecito dei rifiuti. Sono attualmente in corso le procedure previste dalla normativa per la notifica dei provvedimenti conseguenti.
L’autore sarà destinatario di una sanzione amministrativa e avrà l’obbligo di provvedere alla completa bonifica dell’area interessata. Si tratta, inoltre, di un soggetto già coinvolto nelle scorse settimane in un episodio analogo.

L’ennesimo caso di abbandono abusivo sul territorio è riconducibile allo svuotamento di un’abitazione, una pratica che deve essere effettuata esclusivamente attraverso ditte autorizzate e specializzate nello smaltimento dei rifiuti.

“La tutela dell’ambiente e del decoro urbano è una priorità per la nostra Amministrazione – dichiarano il sindaco Andrea Querqui e il consigliere delegato all’Ambiente, Colombo Massa – Per questo proseguono con costanza le attività di controllo e monitoraggio del territorio, che consentono di intervenire tempestivamente e contrastare fenomeni come l’abbandono illecito dei rifiuti. Ringraziamo la Polizia Locale per la tempestività dell’intervento e per l’individuazione dell’autore del deprecabile gesto. Questo ultimo intervento segue altri risultati recenti che confermano come la lotta all’abbandono dei rifiuti stia realmente dando i suoi frutti.

Allo stesso tempo – concludono – rivolgiamo un appello ai cittadini affinché si affidino sempre a canali e operatori autorizzati per lo smaltimento dei rifiuti e per lo svuotamento di abitazioni. Solo attraverso la collaborazione di tutti è possibile preservare l’ambiente, mantenere il territorio decoroso e tutelare il bene comune”.

Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.