Cronaca

Roma, ucciso con colpi di pistola in periferia: quattro arresti

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I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma di via In Selci e la Squadra Mobile della Questura di Roma, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica capitolina, nelle prime ore della mattina odierna hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di 4 soggetti (di cui 2 già detenuti per altre cause) indiziati di essere mandanti e concorrenti nell’efferato omicidio di  Cristiano MOLÈ,  attinto da numerosi colpi di arma da fuoco cal. 9 x 21, avvenuto con modalità idonee a evocare l’agire mafioso il 15 gennaio 2024 nel quartiere di Corviale, circostanza nella quale era rimasto ferito anche un amico della vittima.

La vicenda, le indagini e il provvedimento

Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria scaturisce dalle risultanze di una complessa attività investigativa, condotta attraverso attività tecniche di intercettazione e quotidiani servizi di ocp, corroborati dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Già nel 2024, nel corso delle indagini, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e la Squadra Mobile di Roma, avevano eseguito il fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Roma, nei riguardi di uno dei mandanti e dei due esecutori materiali dell’omicidio di Cristiano MOLE’, nonché alcune perquisizioni che avevano consentito di rinvenire diverse armi da fuoco con il relativo munizionamento che erano a disposizione del commando.

Il segmento investigativo che ha portato agli odierni provvedimenti ha consentito di individuare altri due mandanti dell’azione omicidiaria e il relativo movente, riconducibile a questioni di rivalità con il MOLÉ e di controllo del territorio in cui gli stessi sono indiziati di gestire la piazza di spaccio, nonché altri due correi che avrebbero procurato le due armi del delitto e fornito le informazioni sulle abitudini di vita e i movimenti della vittima.

Si precisa che il procedimento penale versa nella fase delle indagini preliminari, per cui gli indagati sono da ritenersi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.