Cronaca

Traffico illegale di pelli di rettile scoperto all’Aeroporto di Fiumicino

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in sinergia con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dell’Ufficio Lazio 2, hanno intercettato presso l’aeroporto “Leonardo da Vinci” un consistente traffico illecito di calzature in pelle pregiata.

La scoperta all’Aeroporto di Fiumicino

Le spedizioni, provenienti da Messico e Stati Uniti, contenevano prodotti realizzati con pelli di rettili protetti, falsamente dichiarati come comuni “stivali da equitazione” per eludere i controlli doganali.

L’ispezione dei colli sospetti ha permesso di rinvenire numerose paia di calzature in pelle di coccodrillo e pitone. Si tratta di specie animali minacciate di estinzione e rigorosamente tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES), sottoscritta da 180 Paesi.

Le indagini hanno rivelato che le dichiarazioni doganali erano state artatamente “aggiustate” per nascondere la reale natura della merce e aggirare i rigidi vincoli internazionali.

Le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia e condotte dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Fiumicino insieme al personale dell’ADM, hanno svelato un collaudato sistema di importexport finalizzato all’approvvigionamento di pelli grezze e lavorate destinate al mercato dell’alta moda. Le successive perquisizioni presso i laboratori di alcune società coinvolte hanno portato al sequestro di ulteriori pelli lavorate di coccodrillo (Crocodylia spp), Tegu Rosso (Salvator Rufescens), pitone (Pythonidae spp) e stivali modello cowboy in pelle di varano (Varanus spp), tutti privi della necessaria documentazione di importazione.

L’attività si inquadra nel più ampio dispositivo di contrasto al commercio illegale di flora e fauna selvatica attuato dalla Guardia di Finanza e dall’ADM.

L’obiettivo è duplice: proteggere la biodiversità globale e colpire i profitti illeciti di un mercato che alimenta la criminalità transnazionale, garantendo al contempo che solo le imprese rispettose delle regole possano operare nel settore del lusso e della moda.

Si precisa che, ai sensi della normativa vigente, i soggetti sottoposti a indagine sono da considerarsi innocenti
fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Foto di repertorio