Cronaca

Accende un fumogeno durante una partita di calcio: DASPO per un 19enne di Ausonia

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I Carabinieri della Stazione di Ausonia (FR) hanno notificato un provvedimento di D.A.SPO. sportivo – che dispone il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni calcistiche – nei confronti di un 19enne del posto, emesso dal Questore della Provincia di Frosinone a seguito della proposta avanzata dall’Arma e della successiva istruttoria della Polizia di Stato della Divisione Anticrimine.

Il provvedimento

Il provvedimento trae origine dal deferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino per la violazione dell’art. 6 bis della Legge 13 dicembre 1989 n. 401 (“utilizzo di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive”).

In particolare, in data 12 ottobre 2025, nel corso dell’incontro calcistico di 2^ Categoria tra le società Coreno Royal e Atletico Collepardo, disputatosi presso il campo sportivo di Coreno Ausonio (FR), il giovane, posizionato tra la tifoseria organizzata locale e a ridosso del terreno di gioco, brandiva un artifizio pirotecnico (fumogeno) con evidente fiamma rossa, che produceva notevole quantità di fumo.

La condotta poneva in concreto pericolo l’incolumità dei tifosi presenti e degli atleti impegnati nella competizione sportiva. L’attività investigativa, condotta dai militari operanti, attraverso mirati accertamenti e l’acquisizione dei filmati pubblicati sul profilo social della società sportiva Coreno Royal,  consentiva di risalire all’autore del gesto. In conseguenza del D.A.SPO., della durata di un anno, il destinatario non potrà accedere né partecipare a manifestazioni sportive calcistiche relative ai campionati di ogni categoria, sia professionistica che dilettantistica.

Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.