Cronaca

Frosinone, violenta rissa in un bar: arrestate due persone

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La Polizia di Stato, insieme alla Polizia Provinciale di Frosinone, nel pomeriggio di ieri ha tratto in arresto due persone che, in concorso con altre, si sono rese responsabili di una rissa nei pressi di un bar ubicato nella parte alta della città di Frosinone.

Ecco cosa è successo

Nello specifico, verso le ore 14.00 del 30 ottobre 2025, un equipaggio dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, è intervenuto in Largo Sant’Antonio dove era stata segnalata una rissa.

Sul posto, gli operatori della Volante avevano rilevato la presenza di una pattuglia della Polizia Provinciale che tentava di riportare la situazione alla calma tra 5 soggetti che si fronteggiavano.

Nelle fasi concitate, 2 individui sono riusciti a far perdere le proprie tracce mentre gli altri 3 sono stati bloccati.

Sono stati rinvenuti e sequestrati alcuni bastoni ed un coltello a serramanico utilizzati dai contendenti. In particolare, uno di questi ha riportato lesioni giudicate guaribili in 4 giorni.

Gli immediati accertamenti hanno consentito di acclarare la grave condotta di due dei soggetti coinvolti nel reato che sono stati, pertanto, tratti in arresto mentre gli altri 3 individui sono stati denunciati in stato di libertà.

A seguito dei fatti avvenuti, il Questore della Provincia di Frosinone ha disposto la sospensione, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza,  della licenza di somministrazione di alimenti e bevande del bar ed ancora ha emesso nei confronti degli autori del grave fatto di reato nr. 3 fogli di via con divieto di ritorno nel Comune di Frosinone e nr. 2 divieti di accesso in locali pubblici, c.d. “Daspo Willy”.

Sono in corso ulteriori accertamenti al fine di emettere altrettante misure a carico degli altri indagati.

Gli arrestati sono stati associati presso la locale casa circondariale, a disposizione della Procura della Repubblica di Frosinone.

Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.