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Marino, l’accusa del PCI: “Sindaco e M5S si stanno dimostrando contro i lavoratori”

Marino, il Pci contro l'amministrazione M5S: come ai tempi della DC

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Abbiamo solo le notizie che riusciamo a “scoprire”. Infatti, per una concezione abbastanza fascistica della gestione della cosa pubblica, il Sindaco/Podestà non ci pensa proprio (oltre gli sproloqui sulla trasparenza e la partecipazione) a far giungere informazioni a chi le richiede. E noi le richiediamo su vari argomenti. Mai una risposta dagli Amministratori.

Quindi sulla scorta di notizie raccolte e di quanto reso pubblico dal Comune e dai quotidiani abbiamo riscontrato i seguenti fatti:

1. Il Sindaco contestato sulla vicenda del bando per il Trasporto Pubblico Scolastico ha replicato contraddicendo se stesso. “…Veniamo all’inserimento della Clausola sociale. Questa è prevista come facoltà nel caso in cui il servizio da appaltare sia caratterizzato da intensa manodopera (ovvero il costo di questa voce deve superare il 50% dell’importo totale del servizio) ai sensi dell’ultimo capoverso del Codice degli Appalti art. 50. … Quello che è certo alla luce dei fatti è la volontà di qualche esimio conoscitore della macchina amministrativa di scaricare su questa amministrazione la responsabilità per una scelta che non le competeva. Certo che se avessimo avuto la possibilità di scegliere – avendo dati utili – certamente avremmo tutelato i lavoratori.”. Cioè, da un lato si fa riferimento alla scelta possibile a seguito di dato “oggettivo”; e in chiusura, si dubita di ciò per non aver avuto “dati utili a poter scegliere di tutelare i lavoratori”.

2. Oltre le rimostranze dei lavoratori, anche forze politiche e rappresentanti istituzionali hanno chiesto di spiegare tale scelta/comportamento dell’amministrazione che esclude la cosiddetta “clausola sociale”, cioè la salvaguardia occupazionale.

3. Per questo motivo e in assenza di convocazioni di Commissioni Consiliari esistenti e di Consigli Comunali che una città non piccola come Marino avrebbe necessità di vedere convocati più spesso (ma è di ostacolo, come “candidamente” affermato da esponenti istituzionali recentemente in piazza a S. Maria delle Mole il fatto che “ gli eletti M5S non hanno così tanto tempo da dedicare alla politica del comune e che hanno anche affari privati da sbrigare”) è indispensabile cogliere momenti di verifica di merito della vicenda.

4. Una occasione l’hanno offerta i consiglieri regionali Lupi e Palozzi che hanno promosso la convocazione in Regione per vagliare il merito della vicenda. A quanto si legge, sembra ci sia stato un assenso di Sindaco e Giunta, tranne rivelarsi fallace, perché in riunione regionale non c’era invece uno straccio di rappresentanza comunale.

A questa situazione commenta Stefano Enderle, responsabile Gruppo Lavoro della Federazione Castelli PCI: “Questa è una cosa grave, a nostro avviso, perché testimonia almeno due fatti: che il Sindaco Carlo Colizza, nei modi e nei contenuti non chiari di questa vicenda ne esce come un cattivo amministratore. In secondo luogo, cosa ancora più evidente, le parole spese per andare verso i lavoratori, si mostrano solo parole di circostanza; al contrario, mostrano i comportamenti, che nel merito, proprio dei lavoratori al M5S non interesse un bel nulla!”. “Il Partito Comunista Italiano, – conclude Enderle – invita le istituzioni e quindi, lo stesso Comune di Marino, a decidere di misurarsi positivamente con la questione della “clausola di salvaguardia”.

I lavoratori così duramente colpiti dalla crisi del capitalismo, così duramente vessati dalle politiche padronali appoggiate dal Governo Renzi e dalla UE, non possono e non devono essere abbandonati proprio da chi, al livello più vicino, quello della territorialità, ha il dovere morale oltre che politico e amministrativo di tutelarli. Il PCI è totalmente solidale coi lavoratori, pronto a sostenere ogni chiamata alla mobilitazione e alla lotta.”.