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Colleferro, il Comitato residenti favorevole al ricorso contro lo spostamento dei reparti ospedalieri

Il Comitato residenti Colleferro e il gruppo Consulta le donne si schierano al fianco dei 12 sindaci della zona nell’estenuante battaglia contro lo spostamento dei reparti ospedalieri presso il nosocomio di Palestrina, spiegando la propria posizione attraverso un comunicato.

“Il Consiglio comunale di Colleferro, convocato in seduta straordinaria sulla situazione dell’Ospedale Parodi Delfino, ha votato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si impegna, insieme alla Giunta e al Sindaco, a ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR Lazio favorevole alla regione Lazio, alla Asl Rmg ed al Comune di Palestrina sull’accorpamento dei reparti di ostetricia, ginecologia, pediatria e neonatologia presso l’Ospedale Bernardini di Palestrina.

Come ricorrenti – gruppo Consulta le donne e Comitato residenti Colleferro – partecipiamo ad adiuvandum, con il Comune di Colleferro e con gli altri 12 Sindaci a sostegno della loro azione in difesa dell’Ospedale.

Nei mesi scorsi, lo ricordiamo, abbiamo presentato un altro ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, di cui attendiamo l’esito, convinti che la difesa dell’Ospedale debba avvenire con tutti i mezzi disponibili.

In attesa della pronuncia del Consiglio di Stato sarebbe importante, ai fini della salvaguardia delle prestazioni sanitarie in condizioni di sicurezza e in risposta al bisogno assistenziale della popolazione della valle del Sacco, verificare in modo analitico e puntuale  il rispetto degli impegni presi con l’Accordo del 5 luglio 2015.

Il trasferimento dei reparti è stato “barattato” con la promessa di elevare l’Ospedale a “centro di eccellenza per le emergenze” e con la prospettiva di farne il punto di riferimento per tutto il territorio.

Allo stato, questo non appare realistico e quindi è necessario un riesame di quell’impegno per renderlo meglio rispondente alle necessità dei pazienti, che non ci sembra coincidano con le attuali volontà della Regione.

L’Accordo prevedeva i seguenti interventi tecnico-sanitari:

  • Saranno attivi 6 giorni su 7 gli ambulatori di Pediatria e Ginecologia
    • Sarà attivato il servizio di monitoraggio per la mamma di Cardiotocografia fetale
    • Aprirà il reparto di medicina d’urgenza e osservazione breve con medici e infermieri per 10 posti letto
    • Aprirà il reparto di neurologia con 10 posti letto
    • Ci sarà l’inserimento da subito nella Rete Emergenze del 118 della terapia intensiva
    • Ci sarà lo sblocco delle assunzioni con deroghe per Cardiologia e Neurologia
    • Rimarrà un laboratorio di analisi con la stessa dignità di Tivoli
    • Tornerà il Centro Trasfusionale
    • Ci sarà il ripristino del trattamento dell’epatite C in collaborazione con l’Ospedale Spallanzani di Roma.
    • Sono stati stanziati ulteriori 610.000 Euro per il completamento dei lavori di ristrutturazione dell’Ospedale Parodi Delfino: insufficienti a pagare i lavoratori e i titolari della Soim srl che ha eseguito i lavori della nuova ala dell’Ospedale di Colleferro!

Non sappiamo se questi interventi siano realistici o se sono stati realizzati, quali siano i tempi programmati e le risorse stanziate. Quale Autorità ha verificato che questi impegni sono stati rispettati?

L’ordine del giorno prevede entro 20 giorni “un incontro congiunto con la Regione Lazio e la Asl Rm 5 alla presenza di tutti Sindaci dei Comuni ricorrenti e del nuovo Direttore generale della Asl, dottor De Salazar”. Bene è stato fatto, se si considera che da luglio 2015 ad oggi sono trascorsi più di 6 mesi, durante i quali doveva già essersi tenuto questo incontro! Il Sindaco Sanna riferisce di non aver mai interrotto i colloqui con la Regione, che evidentemente però non era all’ascolto o aveva chiuso i contatti

Con l’ordine del giorno viene poi concessa una ulteriore proroga di cento oggi, trascorsi i quali, se la Regione Lazio fosse ancora inadempiente, Amministratori e cittadini scenderanno in piazza a protestare in una manifestazione popolare, secondo lo spirito del patto dei Sindaci!

«Il patto con i Sindaci del nostro territorio e, in particolare l’iniziativa contro l’accorpamento delle attività di ostetricia-ginecologia e pediatria-neonatologia dell’ospedale di Colleferro, è la strada giusta per realizzare, sul nostro territorio, una reale svolta di governo comunale e cittadino”.

«Le Amministrazioni Locali sono chiamate ad intraprendere azioni congiunte per portare avanti le politiche di sviluppo del nostro territorio e crediamo che questa iniziativa sia un esempio concreto e virtuoso”.

«Siamo certi che il PATTO dei Sindaci può rivoluzionare le politiche locali dei nostri Comuni: per questo motivo abbiamo deciso di provare a fare la differenza tra teoria e pratica» ( 21 novembre 2015).

In pratica scopriamo gravi carenze organizzative da parte del Servizio di Guardia medica, che deve “garantire la continuità nell’assistenza sanitaria quando gli ambulatori dei medici di base sono chiusi” e anche gli altri ospedali della zona.

E queste carenze preoccupano per il fatto che a Colleferro sono stati chiusi i reparti di Ostetricia, Pediatria, Neonatologia e Ginecologia e ci chiediamo se nel nostro Distretto sanitario sia garantita “l’appropriatezza organizzativa” del Centro mobile di rianimazione e se presso la Centrale del 118 è disponibile una “auto-medica” di emergenza. E’ notizia recente, non smentita, che sul territorio non siano disponibili nella ASL ambulanze dotate di personale medico per situazioni di emergenza ed urgenza, come è accaduto nel caso di una partoriente a Colleferro.

Perché la salute non sia solo un diritto sulla carta o garantito a chi può rivolgersi a strutture private, lo Stato, la Regione e in particolare i Comuni devono riuscire ad assicurare il funzionamento dei servizi della sanità pubblica, soprattutto se i Sindaci si sono fatti garanti di un Accordo.

Ina Camilli

Rappresentante Comitato residenti Colleferro

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