Cronaca

Roma, controlli su Taxi e NCC non in regola: ecco cosa emerge

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Roma, controlli su Taxi e NCC non in regola: ecco cosa emerge

Nell’ambito del rafforzamento  dei controlli sul servizio di  trasporto pubblico non di linea, predisposti dalla Polizia Locale di Roma Capitale,  gli agenti del Reparto  Squadra Vetture del GPIT (Gruppo Pronto Intervento Traffico), impegnati in prima linea in tali verifiche, hanno individuato a distanza di poche ore due conducenti,  che esercitavano l’attività di trasporto passeggeri in maniera totalmente abusiva.

Controlli della Polizia Locale su Taxi e NCC non in regola: scoperto un finto tassista che adescava clienti davanti un noto albergo della Capitale e una guida turistica che svolgeva servizio abusivo di Ncc

Il primo caso è stato appurato dagli operanti al termine di una serie di controlli, tra cui anche mirati appostamenti,  che hanno permesso di portare alla luce l’attività illegale di un finto tassista.

Il soggetto,  era solito avvicinare i clienti in prossimità di noto hotel della Capitale,  spacciandosi come tassista. L’uomo, un italiano di 46 anni, è stato intercettato da una pattuglia  subito fuori dall’area dell’albergo, mentre trasportava una turista a bordo di una Mercedes Classe B.

A suo carico, in aggiunta alla sanzione prevista, è scattato il ritiro della patente di guida, oltre al sequestro ai fini della confisca dell’autovettura utilizzata per svolgere l’attività illecita.

L’altro abuso è stato scoperto dagli agenti a distanza di poche ore, durante alcune verifiche nella zona di Piazzale Ostiense, dove un 58enne, di nazionalità tedesca e residente in Italia, è stato sorpreso a condurre un Mercedes Viano, con a bordo 4 turisti, sprovvisto di qualsiasi titolo che lo autorizzasse a svolgere l’attività di noleggio con conducente. Oltre alle sanzioni previste, è scattato il fermo amministrativo del veicolo.

Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.