Cronaca

Roma. Operazione interforze ad alto impatto a Tor Bella Monaca

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Roma Operazione interforze a Tor Bella Monaca

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione ad alto impatto in zona Tor Bella Monaca che ha visto impiegati 100 uomini tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, coadiuvati da personale della Polizia Locale Roma Capitale, dell’Ama, dell’Acea, del Servizio Giardini, dell’ASL, dell’Ispettorato del Lavoro, nonché da personale del VI Municipio.

Roma. Operazione interforze ad alto impatto a Tor Bella Monaca

Il servizio che ha interessato via dell’Archeologia, via Mitelli, via Cochi, via Quaglia, via Scorza, largo Ferruccio Mangaroni, via Camassei, via Aspertini e via Santa Rita da Cascia, è stato realizzato, seguendo le indicazioni del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, in Prefettura, con l’obiettivo di garantire il rispetto della legge in quella zona, contrastando efficacemente i reati legati agli stupefacenti e di tipo predatorio, controllando gli esercizi commerciali, con l’ausilio dell’Ispettorato del lavoro ed effettuando controlli in strada di veicoli e di persone.

Nel contempo, attraverso Acea, si è provveduto anche all’installazione e al ripristino dell’impianto d’illuminazione in molte zone degradate, per innalzare la percezione di sicurezza dei cittadini.

Nel corso degli stessi sono state identificate 525 persone, controllati 140 veicoli, di cui 3 rimossi, una patente di guida ritirata; inoltre, sono stati controllati 7 esercizi commerciali e per 4 di essi è stata disposta la chiusura per impiego di manodopera irregolare.

Durante l’attività gli investigatori hanno effettuato 5 arresti per reati inerenti gli stupefacenti, 4 persone sottoposte sono state sottoposte agli arresti domiciliari ed è stato eseguito un ordine di carcerazione per cumulo pene; inoltre, sono state denunciate 7 persone per occupazione abusiva, altre 7 per allacci abusivi ed una denunciata per omessa vigilanza vlt; ancora, 7 persone sono state accompagnate presso l’Ufficio Immigrazione per regolarizzare la loro posizione sul territorio nazionale.

Infine, si è provveduto a rimuovere 12 carcasse di veicoli abbandonati, all’installazione e al ripristino degli impianti di illuminazione volti alla riqualificazione delle aree interessate.

Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.