Cronaca

Pontecorvo, porto illegale di armi: deferiti due giovani

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Continua, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, l’attività di prevenzione e di controllo del territorio per contrastare qualsiasi forma d’illegalità.

Pontecorvo, porto illegale di armi; deferiti due giovani della provincia di Latina

In tale quadro, durante un servizio dedicato, i militari dell’Aliquota Operativa, transitando in orario serale sulla via Ravano di Pontecorvo (FR), hanno notato due giovani, a bordo delle rispettive autovetture, fermi in un distributore di carburante ubicato lungo la stessa strada.

L’attenzione dei militari è stata subito attirata da quei due individui, in quanto, benché posteggiati all’interno di un distributore, nessuno dei due era intento a fare rifornimento.

Questo particolare ha insospettito l’equipaggio che, subito, ha invertito la marcia ed ha proceduto al loro controllo. Dalla visione dei documenti di riconoscimento, e con il supporto della centrale Operativa, si è avuto modo di accertare che entrambi i ragazzi, un trentunenne e un ventunenne della provincia di Latina, erano gravati da precedenti di polizia in materia di stupefacenti.

Non apparendo, quindi, la loro presenza giustificata in quel luogo, gli stessi carabinieri hanno effettuato una perquisizione, sia personale che veicolare, trovandoli in possesso di uno sfollagente telescopico, di cm. 40 (quaranta), ed una mazza da baseball di cm. 83 (ottantatré).

In particolare, uno dei due soggetti aveva la mazza nel cofano della macchina, mentre l’altro aveva l’oggetto offensivo all’interno di un marsupio collocato tra i due sedili e, quindi, a portata di mano.

Per tale ritrovamento è scattato subito il sequestro del materiale ed entrambi i giovani sono stati deferiti alla Procura della Repubblica di Cassino (FR) per “porto illegale di armi o strumenti atti ad offendere”.


Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.