Cronaca

Roma. Furto e spaccio, controlli nei quartieri Quadraro e Tuscolano

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I Carabinieri della Compagnia Casilina hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nei quartieri Quadraro e Tuscolano, con particolare riferimento alle zone adiacenti a via dei Sestili, piazza del Quadraretto e largo Spartaco, nonché alle aree delle stazioni delle fermate metropolitane Numidio, Quadraro e Porta Furba, finalizzato alla prevenzione e repressione della criminalità diffusa nelle aree urbane di periferia.

Controlli nei quartieri Quadraro e Tuscolano: ecco cosa emerge

Tale attività rientra nell’ambito di un più ampio piano strategico pianificato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma per contrastare situazioni di degrado, abusivismo e illegalità nei quartieri periferici, in linea con l’azione fortemente voluta dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.

Nel corso del servizio sono state identificate 90 persone tra cui due sono finite in manette, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e altre due denunciate per furto aggravato, controllato 52 veicoli e ispezionato 5 esercizi commerciali.

Due giovani di 23 e 24 anni, entrambi di origini sudamericane, sono stati notati in strada con fare sospetto e, a seguito del controllo effettuato dai Carabinieri sono stati trovati 3 g di hashish, 1,4 g di ecstasy e 0,4 g di ketamina, già suddivisi in dosi e pronti per lo smercio nonché la somma in contante di 5.795 euro, ritenuta il provento dell’attività illecita.

Una coppia di cittadini georgiani invece, sono stati denunciati in stato libertà per furto aggravato in concorso poiché sono stati subito dopo essersi impossessati di prodotti cosmetici, per un valore di circa 170 euro, previa rimozione dei dispositivi antitaccheggio.


Per dovere di cronaca, e a tutela di eventuali indagati in caso di indagini, ci teniamo a ricordare che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio. Resta dunque valida la presunzione di non colpevolezza degli indiziati.