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Colleferro, manca un’auto medica di emergenza e scoppia la polemica

Colleferro

Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta dalla guardia medica di Colleferro in cui si attesta l’inappropriatezza organizzativa riguardante le pratiche di emergenza. Nello specifico, manca un’auto medica o un centro mobile di rianimazione.

L’accorata lettera è stata scritta al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al Sindaco di Colleferro, Pierluigi Sanna, e alla Cabina di Regia SSR, Alessio D’amato. Leggiamo di seguito il contenuto.

Oggetto: richiesta di valutazione dell’appropriatezza organizzativa relativa all’evento sottodescritto.

Lo scrivente, in qualità di medico di medicina generale convenzionato per il Servizio di Guardia medica (=Continuità assistenziale) nel Distretto sanitario di Colleferro della ASL Rm 5, nel corso del turno di servizio del 18 febbraio u.s. (ore 20 > 08) veniva contattato dalla propria Centrale operativa per un intervento, richiesto dal personale del 118 presente sul posto, relativamente a “Travaglio di parto in casa”. Tanto veniva comunicato, unitamente a indirizzo e livello del piano, alle ore 06,20. L’abitazione dista circa 100 metri dal P.S. di Colleferro.
Recatomi sul posto ho sentito, nel salire verso il 3° piano, un chiaro vagito; quindi, entrato nell’abitazione alle ore 06,40, ho rilevato che l’infermiera del 118 aveva tra le braccia il neonato (“da 10 minuti”, come riferitomi) e che la puerpera, ora adagiata sul pavimento, prima non era trasportabile (col telo) perché “il neonato aveva già la testa impegnata” (nel canale del parto). Ad un necessariamente rapido esame obiettivo esterno di entrambi ho riscontrato le loro buone condizioni ed ho concordato l’inoltro immediato presso l’Ospedale di Palestrina per il “secondamento” del parto e l’assistenza neonatale. In quei pochi minuti è sopraggiunto un secondo equipaggio del 118 con altra ambulanza. Successivamente ho contattato l’Ostetrica di Palestrina, che mi ha confermato le buone condizioni di salute di entrambi, favorite dal fatto che la puerpera era “secondipara”. Alle ore 7,45 ho preso contatto con la Centrale del 118, prima attraverso il “112”, poi sulla utenza fornitami 06-539003800. Sono stato così informato sulle procedure susseguitesi:
– la “chiusura dell’intervista” (così è definita la procedura di gestione delle richieste) era delle 05,23;
– l’ambulanza n. 638 era partita da Valmontone;
– la richiesta del mio intervento aveva preceduto la richiesta della seconda ambulanza.

Alla mia domanda sul perché non fosse stato precauzionalmente attivato un Centro mobile di rianimazione o una “auto-medica” di emergenza, dalla Centrale del 118 mi veniva risposto che non erano disponibili per il territorio interessato. Più precisamente che non erano disponibili nella ASL ambulanze dotate di personale medico (di emergenza/urgenza).
– Considerato che sul sito della Regione è riportato che il Servizio di Guardia medica
“garantisce la continuità nell’assistenza sanitaria quando gli ambulatori dei medici di base sono
chiusi. Le prestazioni riguardano quelle non urgenti ma non rinviabili al giorno successivo”.

– Rilevato che a Colleferro è stato chiuso il reparto di Ostetricia (e Pediatria/Neonatologia).
– Constatata la mancanza di specifiche alternative in condizioni di emergenza-urgenza, chiedo di voler valutare l’appropriatezza organizzativa relativamente alla situazione descritta, che peraltro si potrebbe verosimilmente riproporre anche in altri momenti e/o per situazioni diverse e di pari intensità di bisogno assistenziale, al fine di voler fornire le più adeguate garanzie di sicurezza.
Al Sindaco di Colleferro chiedo di voler valutare l’opportunità di portare la presente alla
conoscenza dei Sindaci dei numerosi Comuni afferenti al territorio interessato.
In attesa di riscontro, invio distinti saluti,
dr. Eugenio Sinesio

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