Cronaca

Roma, noto youtuber denunciato: ipotesi di reato di omessa dichiarazione dei redditi e dell’IVA. Oltre 1 mln di euro non dichiarati

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Rinvenuti oltre 100 Kg di sostanze stupefacenti, 2 pistole, 1 silenziatore e 3 “penne pistola” con le relative munizioni

Negli ultimi cinque anni aveva “dimenticato” di dichiarare al Fisco oltre un milione di euro di compensi un noto youtuber romano scoperto dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per l’ipotesi di reato di omessa dichiarazione dei redditi e dell’IVA, avendo superato le soglie minime di punibilità previste dalla normativa penale-tributaria.

Come è andata

Su segnalazione del Nucleo Speciale Entrate, le Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano hanno
svolto accertamenti sulla posizione fiscale sia dell’uomo – tra i più affermati in Italia, per numero di follower,
soprattutto tra gli adolescenti, con oltre 2 milioni di iscritti al suo canale – che della società al medesimo
riconducibile, appurando l’omessa presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle imposte dirette e
dell’IVA, nonostante avesse percepito attraverso bonifici dall’estero, i compensi derivanti sia dalla semplice
visualizzazione della striscia pubblicitaria (c.d. “banner impression”), veicolata sul canale YouTube, che
dall’apertura della pagina pubblicizzata (c.d. “banner click-through”).

I militari sono riusciti a ricostruire analiticamente il volume del fatturato dell’imprenditore e della società grazie a un lavoro certosino di analisi dei contratti di partnership stipulati con il colosso multimediale Google Ireland e con alcune agenzie di sponsorizzazione.

A conclusione delle attività ispettive, è stato appurato l’omesso versamento di imposte dirette per oltre 400.000 euro e dell’IVA per circa 160.000 euro. Il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza dell’indagato.

L’attività si inquadra nella più ampia azione svolta dalla Guardia di Finanza della Capitale a contrasto
dell’economia sommersa che, oltre a sottrarre ingenti risorse finanziarie allo Stato, altera le regole del mercato e danneggia i cittadini e gli imprenditori onesti.

Per dovere di cronaca, e a tutela degli indagati, precisiamo che quanto detto non equivale a una condanna. Le prove si formano in Tribunale e l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

Foto di repertorio